Corroborato dalla discesa dal cielo del Padre e della Figlia – alias Silvio e Barbara e l’elicottero d’ordinanza – il Milan si prepara all’ordalia dicembrina contro l’Ajax: una vittoria o un pareggio valgono i preziosissimi ottavi di finale di Champions League, mentre una sconfitta, oltre a consegnare i rossoneri all’Europa League (peraltro, dimensione più consona all’attuale valore della squadra), rischia di accelerare nuovamente lo sconquasso dirigenziale in nuce da sei settimane e tamponato, ma solo temporaneamente, dall’intervento presidenziale.

Allegri si trova a fare i conti, tanto per cambiare, con una rosa ridotta all’osso. In difesa, coppia di terzini obbligata: Constant per Emanuelson, alle prese con un guaio all’alluce del piede sinistro, e Mattia De Sciglio, che si riprende il posto sulla destra (per lui, come da foto, è stato anche l’esordio in una conferenza stampa pre-Champions League). Zapata, orrido nell’ultimo match, lascerà spazio al più affidabile Bonera. Ma è a centrocampo la mossa più audace: fuori De Jong e dentro Muntari, con Montolivo spostato davanti alla difesa per provare a rianimare una manovra che a Livorno, una volta di più, è apparsa sterile come un mulo. In avanti, oltre agli intoccabili Balotelli e Kakà, si rivedrà dal primo minuto Stephan El Shaarawy: il Faraone non ha incantato a Livorno (eufemismo), ma gli infortuni di Birsa e Robinho e l’influenza di Matri non lasciano alternative. Oh be’, ci sarebbe Pazzini, che torna tra i convocati per la prima volta dopo 7 mesi, ma che difficilmente scenderà in campo, se non in caso di drammatica necessità.

MILAN (4-3-3): Abbiati; De Sciglio, Bonera, Mexes, Constant; Poli, Montolivo, Muntari; Kakà, Balotelli, El Shaarawy. All. Allegri

AJAX (4-3-3): Cillessen; Van Rhijn, Denswil, Moisander, Ligeon; Serero, Blind, Klaassen; Schone, Hoesen, Fischer. All. De Boer