Altro giro, altro regalo. Secondo quanto riportato da Sky Sport, dopo quelle che portavano a Spalletti, Conte, Montella, Klopp e Sarri, si sta facendo strada l’ipotesi di vedere Sinisa Mihajlovic al Milan per la prossima stagione. Il tecnico serbo, il cui contratto è in scadenza il prossimo 30 giugno, sta trascinando la sua Sampdoria alla miglior stagione dai tempi del quarto posto del 2010-11, confermando quanto fatto di buono l’anno passato, e attirando così le attenzioni del club rossonero, ormai da tempo intenzionato a interrompere a fine campionato (se non prima) il rapporto con Filippo Inzaghi.

Mihajlovic avrebbe sicuramente il profilo giusto per imprimere a un ambiente lassista come mai prima la scossa giusta: oltre che il pugno duro, del serbo piacciono la personalità e l’organizzazione difensiva, ventre molle del Milan da qualche stagione a questa parte, dopo che per anni era stato il marchio di fabbrica del club. Certamente, la sua lunga militanza nell’Inter, prima come calciatore e poi come vice di Mancini, renderebbe quantomeno curioso il suo trapianto dalla parte opposta del Naviglio. Ma questo, si sa, è un particolare che ormai ha perso significato, visto quanto accaduto nel recente passato coi vari Vieri, Ronaldo, Ibrahimovic e Leonardo.

Più complicato da sciogliere, semmai, è un altro aspetto. Mihajlovic e Ferrero hanno già un accordo sulla parola per il prolungamento del contratto in scadenza a giugno, e Sinisa è conosciuto per essere un hombre vertical, un tipo insomma a cui non piace venir meno alle promesse fatte. Inoltre, la prospettiva di giocarsi l’Europa con la Samp è in questo momento più affascinante che rimettere insieme i cocci del Milan. Ma la chiamata di un grande club, sebbene ultimamente solo di nome, è ciò che Mihajlovic aspetta da tempo.

Probabilmente la sua idea era quella di prendersi la panchina dell’Inter, ma la scelta di Mancini ha differito questa ipotesi a data da destinarsi. Col Napoli ormai indirizzato su Montella, la Lazio felice di Pioli e la panchina della Roma praticamente impraticabile (nella capitale, a differenza di Milano, l’appartenenza passata ha un peso enorme anche nel presente), senza dimenticarsi di una Fiorentina con cui non si è lasciato bene, il Milan rimane l’unica chance realistica di allenare una big il prossimo anno. E chissà che la sfida a distanza col suo amico Mancio non si riveli un pungolo irresistibile.