Sinisa Mihajlovic al Milan ci è arrivato ormai da un paio di settimane, ma fino a questo momento non aveva ancora rilasciato alcuna dichiarazione. L’occasione propizia è arrivata quest’oggi, con il workshop 2015 dedicato agli sponsor; il neotecnico rossonero si è presentato insieme all’ad Barbara Berlusconi e ha approfittato per salutare i suoi nuovi tifosi ai microfoni del canale tematico della società:

Io devo dire prima di tutto che per me è una grande soddisfazione perchè arrivarci da ex avversario è ancora più stimolante e mi dà più responsabilità. Durante l’era di Berlusconi ci sono stati tanti allenatori, chi ha vinto tutto come Ancelotti e Capello e chi è venuto da fuori come Zaccheroni, Allegri, Sacchi e altri. Non c’è un allenatore in Italia che ha voglia come me di allenare il Milan. Quando ti chiami Milan hai l’obbligo di essere ambizioso e di centrare grandi traguardi e faremo di tutto per farlo. Non sarà facile, ma siamo qua per quello. Gli sponsor sono quelli che tirano fuori il grano (ride ndr), quindi sono molto importanti. Io ho rispetto per gli sponsor quindi do la mia piena disponibilità, bisogna solo scegliere il momento giusto“.

Parole in linea con la filosofia e l’immagine del tecnico: asciutte, determinate e senza promesse altisonanti. Ecco, quest’ultimo aggettivo è particolarmente significativo, se messo in relazione agli accadimenti degli ultimi giorni. Il sabato nero in cui il Milan è riuscito a farsi soffiare sia Kondogbia che Jackson Martinez ha scavato ferite ancora più profonde nel rapporto fiduciario, già gravemente compromesso, tra società e tifoseria; e non già per il fatto in sé di aver mancato due obiettivi importanti (capita, e non è stata nemmeno tutta colpa di Galliani e company), quanto per il modo mediaticamente irresponsabile con cui è stata portata avanti la vicenda.Dopo la patetica spedizione madrilena per supplicare Ancelotti – sarebbe bastata una telefonata tra amici per conoscere le intenzioni del Carletto – e il buco nell’acqua con Ibrahimovic, il Milan si è consegnato di persona all’ennesima pessima figura di questi anni, sbandierando potere d’acquisto e trattative senza aver prima ottenuto la certezza di centrare l’obiettivo.

Errori da dilettanti inaccettabili, per una delle più longeve ed esperte dirigenze d’Europa, che rischiano di complicare ulteriormente un percorso di risalita già difficile. Sinisa, almeno lui, è un tizio pratico, che privilegia i fatti ai proclami. In questo imbarazzante inizio di campagna acquisti, forse l’innesto più importante è già stato effettuato.