Si è scritto che con l’arrivo di Sinisa Mihajlovic al Milan, per cui manca solo l’ufficialità, il club rossonero si sarebbe trovato di fronte a una novità quasi assoluta: un tecnico alieno dalla sua storia, e soprattutto ben poco disposto a farsi prendere per naso e orecchie dalla sua dirigenza. Presto per dire se sarà effettivamente così, anche se le premesse ci sono; in ogni caso, la prima richiesta che il serbo avrebbe rivolto al suo prossimo club è di quelle che confermano la tesi: riportatemi a casa Zlatan Ibrahimovic. Non proprio come accontentarsi di Matri e Taarabt e Cerci, insomma.

Secondo Gianluca Di Marzio, Adriano Galliani avrebbe in programma un incontro con Mino Raiola per parlare dell’eventualità di un ritorno dello svedese a Milanello. Sì, certo, si discuterà anche di Rodrigo Ely, 22enne difensore centrale brasiliano portato in Italia dal Milan ed esploso quest’anno all’Avellino in Serie B, anche lui elemento della ricca scuderia Raiola, ma è ovvio che il piatto principale del rendez-vous sarà un altro. Mino è sempre stato abbastanza chiaro sul futuro dello Zlatan: in Italia non può tornarci, cartellino e ingaggio sono fuori dalla portata di qualunque club di Serie A. Vero, verissimo, ma fino a un certo punto. E’ naturale che Ibrahimovic non possa guadagnare anche in Italia i 12 milioni di euro netti che incassa annualmente dal PSG; ma non è detto che non sia disposto ad abbassare le sue pretese, pur di tornare in quella che considera la sua patria putativa.

E’ di questo che Galliani e Raiola parleranno nei prossimi due giorni a Berlino, quando si incroceranno in occasione della finale di Champions League. L’a.d. rossonero resterà fedele alla sua tattica, che poi è anche l’unica cosa che gli è rimasta su cui far leva in sede di trattativa: come ha fatto, infruttuosamente, con Carletto Ancelotti, proverà a sedurre Ibra con i sentimenti (non che Ibra sia esattamente un cuore tenero) e con la prospettiva di essere lui il leader di un nuovo Milan vincente, magari con la fascia di capitano al braccio, e con l’amico Sinisa nella stanza dei bottoni. Lo svedese considera chiuso il suo triennio parigino, è affezionato al club e tornerebbe volentieri a Milano, ma di certo non potrà accettare una decurtazione d’ingaggio pari al 50%. Ergo: perché le lusinghe di Galliani abbiano qualche concreta speranza di andare in porto, servirà il supporto nient’affatto morale di Silvio Berlusconi.