Michele Di Rocco, campione europeo dei pesi superleggeri, 64 kg di sangue gitano e napoletano, è nato a Bastia Umbra, dove vive con la moglie Filomena e le sue due figlie e ha fatto della pugilato la sua vita. Di Rocco è considerato il vero unico fuoriclasse della boxe italiana, a detta di Nino Benvenuti che in passato lo ha definito la sua “fotocopia”, nonché suo erede.

Tira i primi pugni all’età di nove anni, ha debuttato fra i professionisti nel 2004 dopo avere difeso i colori italiani alle Olimpiadi di Atene. Oggi si prepara all’incontro con  il suo sfidante Kasper Bruun, del 28 febbraio 2015 che vedrà Michele difendere il titolo europeo al teatro Principe di Milano.

Tra un allenamento e l’altro, la scorsa domenica proprio nel capoluogo lombardo, Di Rocco ha preso parte a una street exhibition, la prima dimostrazione di allenamento pubblico in Italia, evento promosso da Consorzio Buenos Aires, che da sempre si impegna nella promozione di attività culturali e sportive di alto livello, e con il prezioso supporto della Principe Boxing Event. Tra i partecipanti anche il peso massimo leggero Matteo Rondena, l’ex campione d’Italia dei pesi superleggeri Renato De Donato e l’attuale campione d’Italia dei pesi welter Antonio Moscatiello. Nel corso della manifestazione si sono poi susseguite esibizioni organizzate dalle scuole di sport da combattimento tra le più im  portanti della città, tra cui: A.S.D. Accademia Europea, A.S.D. Team Calzolari, Doria Boxing Team, Fit For Fight, The Fighters Team.

L’evento si è svolo in uno spazio allestito per l’occasione all’esterno del monomarca, recentemente inaugurato, di Leone 1947, noto brand che vanta settant’anni di attività trascorsi sulle mani dei migliori pugili italiani e stranieri.

Leonardo.it ha avuto il piacere di fare due chiacchiere con il campione Michele Di Rocco, grande sportivo, giovane determinato che sul ring sa colpire e che vive della sua unica passione: la boxe.

Cosa serve, secondo te, per essere un bravo boxeur?

“Prima di tutto ci vuole passione perché questo sport non possono farlo tutti, non è per tutti, soprattutto se fatto a livello agonistico. La boxe ti mette sempre alla prova, è una continua sfida con se stessi sia in allenamento che sul ring. Ci vuole anche tanta concentrazione e tanta costanza. Poi bisogna condurre una vita sana. Nel calcio se non sei in forma puoi andare in panchina, nella pugilato non è così, non c’è nessuno a sostituirti. Infine serve tanta determinazione e una certa predisposizione fisica, bisogna cioè essere portati. In tre parole ci vuole testa, cuore e fisico.”

Com’è Michele Di Rocco quando non è sul ring?

“Tutti quelli che mi conoscono dicono che non sembro un boxeur, dicono che non ho i lineamenti brutti, la faccia dura da boxeur e quando non sono sul ring mi godo la quotidianità della vita con mia moglie e le mie due figlie. Mi divido tra la famiglia e lo sport che è ciò che mi permette di mantenermi in maniera decorosa oltre che ad essere la mia più grande passione. Faccio una vita assolutamente tranquilla insomma come qualsiasi persona comune.”

Chi è il tuo idolo, il tuo eroe, nel mondo della boxe e a chi ti ispiri?

“Mi ispiro  a Michele Di Rocco. Non ho un idolo, un campione che guardo e dico “Vorrei essere come lui”, ognuno di noi dev’essere se stesso. Il mio modo di pensare e di boxare è mio. Mi ritengo unico, quindi non mi ispiro a nessuno e spero di fare sempre meglio.”

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

“A livello sportivo spero di diventare il campione del mondo. Per quanto riguarda invece la mia vita privata spero di essere felice con la mia famiglia e di non far mai mancare nulla a nessuno, avendo una vita quanto più possibile serena. Poi un domani mi piacerebbe aprire una palestra, chiamarla “The king”, e allenare tutti i ragazzi che amano questo sport e desiderano praticarlo. Io so fare solo questo, non ho studiato e non ho esperienza in altre professioni, faccio boxe dall’età di 9 anni, perciò continuerò su questa strada, non più da pugile ma da allenatore. Mi sembrerebbe stupido aprire altre attività diverse da questa e ricominciare da un mestiere che non conosco come potrebbe essere un bar, un ristorante oppure un negozio di abbigliamento.”

Quanto è importante secondo te lo sport per i giovani?

“Io ho due bimbe che vanno alle scuole medie e praticano la danza e il nuoto. Qualche volta le ho anche portate in palestra a fare qualche lezione di pugilato perché a loro piace. Secondo me nelle palestre oggi ci sono pochi ragazzi, soprattutto adolescenti, li vedo molto svogliati purtroppo. Lo sport oltre a dare beneficio fisico, toglie anche dalle brutte compagnie, aiuta a stare lontano da alcol e sigarette. La palestra quindi serve a tante cose. Nei casi di bullismo ad esempio, non rari di questi tempi, lo sport è una valida valvola di sfogo per i ragazzi quindi è molto importante praticarlo sin da bambini.”