Tempi duri per Fabrizio Miccoli. Secondo la procura di Palermo chiese a Cosa nostra che venisse saldato un debito a un suo amico. Il pm Francesca Mazzocco ha chiesto la condanna a quattro anni di reclusione.

Accusa di estorsione

L’ex bomber rossonero è imputato di aver incaricato tra il 2010 e il 2011 l’amico Mauro Lauricella, figlio del boss del quartiere Kalsa, Antonino, detto “U Scintilluni”, di recuperare 12 mila euro, che sarebbero stati vantati da un suo amico nei confronti dell’imprenditore Andrea Graffagnini per una vicenda legata alla gestione della discoteca “Paparazzi” di Isola delle Femmine (Palermo). Lauricella sollecitato, sostiene l’accusa, a intimare il pagamento di cui un ex fisioterapista del Palermo, Giorgio Gasparini, avrebbe preteso essere creditore.

Rapporti stretti col figlio del boss

Nel corso dell’indagine aperta contro Lauricella era emersa l’estrema confidenza tra Miccoli e il figlio del mafioso. Tanto che, passando davanti all’albero Falcone, il calciatore aveva definito “un fango” il giudice ucciso da Cosa nostra. Parole rimaste impresse nella intercettazione ambientale del colloquio con Lauricella. Processato con rito ordinario, Lauricella è stato derubricato dell’accusato di estorsione e condannato per violenza privata aggravata dal metodo mafioso.
Miccoli ha sempre negato di essere a conoscenza delle parentele mafiose di Lauricella, dichiarandosi, durante il processo al suo amico, di essersi disinteressato della vicenda.

Sentenza nei primi di ottobre

“Siamo basiti” è la replica dei legali di Miccoli Giampiero Orsini e Giovanni Castronovo: “Siamo in presenza di una evidente contraddizione visto che la stessa procura aveva invocato l’archiviazione per Miccoli, oggi invece ne chiede la condanna senza tenere conto peraltro di una precedente sentenza che ha fatto cadere l’ipotesi di estorsione nei confronti di un altro indagato, Mauro Lauricella”. Il 7 luglio spetterà Giovanni Castronovo, confutare la tesi dell’accusa. Il processo di Miccoli si celebra con rito abbreviato davanti Gup Walter Turturici. S sentenza attesa il 6 ottobre.