Di nuovo loro. Djkovic-Murray atto terzo. Ancora una volta saranno il serbo e lo scozzese a contendersi il trofeo del “Miami Open“, secondo Masters 1000 della stagione con un montepremi di 5.381.235 dollari in corso sui campi in cemento di Key Biscayne, in Florida. Per entrambi è quasi il torneo di casa: Nole lo ha già vinto quattro volte (2007, 2011, 2012 e 2014), Murray due (2009 e 2013). In più il britannico ha una casa a Miami e ha scelto la Florida per i suoi allenamenti off-season.

SFIDE

Atto terzo tra i due, dicevamo: nel 2009 ha vinto Andy, nel 2012 Nole. Questa terza sfida rappresenta un po’ anche la rivincita della finale degli ultimi Australian Open vinta da Djokovic (non senza qualche polemica sul comportamento in campo del serbo da parte di Murray).

SEMIFINALI

In semifinale il 27enne di Dunblane, terza testa di serie, ha sconfitto con un doppio 6-4, in un’ora e 42 minuti, Tomas Berdych, numero otto del seeding, riportando in parità (6-6) il bilancio dei confronti diretti con il ceco. Il 29enne di Valasske Mezirici non è mai riuscito ad invertire il corso della partita contro un avversario perfettamente a proprio agio sul campo. Andy, che sabato 11 aprile sposerà la storica fidanzata Kim Sears, non sembra distratto dai preparativi per il matrimonio. In Florida ha già centrato un obiettivo importante: grazie al successo su Anderson negli ottavi è diventato il primo britannico, il nono giocatore in attività ed il 46esimo tennista nell’Era Open a tagliare il traguardo delle 500 vittorie. Murray domenica giocherà la sua 47esima finale (31 i trofei già conquistati): la tredicesima in un “1000″, la quarta a Miami (oltre i successi del 2009 e del 2013 – quest’ultimo battendo Ferrer – è stato finalista anche nel 2012).

DJOKOVIC

Nella semifinale della parte alta del tabellone, invece, il 27enne di Belgrado, numero uno del seeding, si è imposto per 7-6(3), 6-2, in un’ora e mezza di gioco, sullo statunitense John Isner, per la prima volta in carriera così avanti a Miami. Primo set con un’unica palla break (che era anche un set point) a favore di Djokovic nel dodicesimo gioco, cancellata con uno smash dal 29enne “gigante” di Greensboro (è alto 2 metri ed otto centimetri), 22esima testa di serie. Questa volta, però, Isner non è riuscito a far suo il tie-break e nella seconda frazione ha ceduto per ben due volte la battuta: Nole ha chiuso con un bilancio di 10 ace, 25 vincenti e nessuna palla-break concessa. Per Djokovic, campione in carica a Miami e reduce dal successo di Indian Wells, si tratta della 74esima finale in carriera (50 i titoli nel palmares): è anche la 32esima in un “1000″, la sesta a Miami.

BILANCIO

Nel bilancio dei confronti diretti Nole è avanti su Andy per 17 a 8: quest’anno i due si sono già affrontati in due occasioni – in finale a Melbourne ed in semifinale ad Indian Wells – ed ha sempre vinto il serbo. L’ultimo successo dello scozzese risale alla finale di Wimbledon del 2013. Da allora in avanti sei successi di fila per Djokovic.

DONNE

Sono Serena Williams e Carla Suarez Navarro le protagoniste della sfida che assegna il titolo del “Miami Open”, torneo Wta di categoria Premier Mandatory dotato di un montepremi di 5.381.235 dollari che si conclude sul cemento di Key Biscayne, in Florida.
Serena, che ha già trionfato ben sette volte a Miami (2002, 2003, 2004, 2007, 2008, 2013 e 2014), punta a diventare la quarta giocatrice della storia a vincere uno stesso torneo per almeno otto volte: in passato ci sono riuscite Chris Evert (8 successi ad Hilton Head), Martina Navratilova (12 a Chicago, 11 ad Eastbourne, 9 Dallas, Washington e Wimbledon, 8 a Los Angeles, Wta Finals ed Orlando) e Steffi Graf (9 vittorie a Berlino).
Per la 33enne statunitense, che è in serie positiva da 20 match – l’ultima sconfitta l’ha subita dalla Halep nel round robin del Masters Wta di Singapore -, si tratta dell’88esima finale in carriera (65 i titoli vinti), la decima in Florida.