Uno non può sentirsi libero di segnare un centinaio di gol in un anno solare, che subito arriva un altro a dire che lui ha fatto meglio. È quello che è successo a Leo Messi (foto by InfoPhoto), che dopo aver superato il record di gol di Müller si è visto contestare il primato sia da Zico (secondo il Flamengo, il Galinho nel ’79 ne avrebbe segnati 89) che da tale Chitalu, uno zambiano dal nome lovecrafriano che nel ’72 ne avrebbe messi a segno addirittura 107. Assediata dalle domande, la FIFA se n’è tirata fuori con leggerezza pilatesca nel modo che va più di moda ultimamente: il tweet.

Le nostre statistiche ufficiali si limitano alla manifestazioni Fifa, dunque non possiamo confrontare questo presunto record, né verificarlo. Chissà quanti giocatori, prima delle Guerre Mondiali e già morti, potrebbero reclamare il record, ma senza dati disponibili non è possibile verificarlo in modo definitivo”.

A Messi, probabilmente, del record frega meno di zero, e credo che valga lo stesso per la maggior parte della gente, tuttavia il ragionamento della FIFA non sembra esattamente  a prova di bomba. Se i dati che supportano una tesi, che chiameremo X, sono fallati o incompleti, questi invalideranno la tesi X. Cosa c’entra la tesi Y? Se non c’è modo di verificare la veridicità di quanto sostengono dallo Zambia e dal Brasile, significa che non è possibile attribuire alcun record a Chitalu e Zico. Gli 88 gol di Messi, invece, sono documentati oltre ogni ragionevole dubbio e perfino fino alla nausea. Se queste premesse sono vere, i primi due non detengono alcun record, il secondo sì.

In ogni caso, al Barcellona sanno come consolare i propri dipendenti. Secondo El Mundo Deportivo, infatti, sarebbe ormai prossima alla conclusione della trattativa per il rinnovo contrattuale coi blaugrana fino al giugno 2018. Quando, forse, si discuterà di come la Pulce Mannara abbia battuto il record dei 1281 gol (tutti verificati?) in carriera stabilito da Pelé.