Con le quattro reti di Torino, il Milan ha raggiunto quota 87 reti segnate nell’anno solare 2012, superando Leo Messi (foto by InfoPhoto), che con la doppietta di Siviglia ha raggiunto le 86 marcature. Questo ironico paragone a distanza tra la potenza di fuoco di una squadra di alto (più o meno) livello e quella di un singolo giocatore è forse l’unico modo per comprendere a fondo la portata dello spaventoso record della Pulce Mannara: i due gol al Betis lo hanno portato a infrangere il più impensabile dei primati, quello stabilito quarant’anni fa da Gerd Müller, colui il quale era considerato (fino a ieri) il più spietato bounty-killer della storia del gioco.

I numeri saranno aridi, ma hanno il pregio di non mentire mai. Nell’ultimo paio d’anni, Leo Messi ha battuto i seguenti primati:

-          Miglior Pichichi della storia della Liga (50 gol)

-          Unico calciatore ad aver vinto la classifica cannonieri della Champions League per quattro volte, peraltro di fila (2009, 2010, 2011, 2012)

-          Miglior capocannoniere, con Altafini, della storia della Champions League (14 gol)

-          Più giovane calciatore ad aver raggiunto i 50 gol in Champions League

-          Unico calciatore ad aver segnato 5 gol in un match di Champions League

-          Miglior triplettista della storia della Champions League

-          Miglior Pichichi della storia della Copa del Rey (10)

-          Unico calciatore a essere finito per sei volte sul podio del Pallone d’Oro

E, con ogni probabilità, la vendemmia non è ancora finita: sullo sfondo c’è la conquista del quarto Pallone d’Oro consecutivo, che lo proietterebbe in vetta alla classifica all-time del premio, superando reliquie immortali come Cruijff, Van Basten e Platini.

I numeri non mentono, dicevamo, ma non dicono tutto. E ciò che non dicono è che Messi non è solo la più implacabile creatura da gol che sia mai apparsa sul pianeta, ma anche un giocatore dotato di classe infinita. Solo in rari casi l’estetica del numero 10 si è congiunta con l’istinto omicida dell’animale d’area, e mai a questi livelli.