Messi-Pallone d’Oro: un binomio che oseremmo definire inscindibile. Votato in cinque occasioni come miglior calciatore in Europa, ha già stabilito un record.

L’INGRESSO NELL’ALBO D’ORO

Ha appena 22 anni e 6 mesi quando lo conquista nel 2009, giocatore chiave nell’eccezionale stagione del Barcellona, trionfatore in Champions League, Liga e Copa del Rey. Giudici folgorati dalla prolificità sulla scena europea con nove goal totali, tra cui il colpo di testa che chiude la finalissima al cospetto del Manchester United. 2-0 ai Red Devils dove a recitare il ruolo dello sconfitto è Cristiano Ronaldo, primo atto di una rivalità che continua ancora oggi. Verdetto unanimemente favorevole alla Pulce: 473 punti assegnati su un massimo di 480.

ZITTITI I DETRATTORI

Se la scalata al successo è difficile, lo è ancor più rimanervi. Non per Messi però. Il 2010 riceve per la seconda volta il prestigioso premio di France Football. Dietro a lui i compagni di squadra Xavi e Iniesta. Un verdetto poco gradito da alcuni, che preferivano l’imposizione di uno fra i due centrocampisti iberici, campioni del mondo con le Furie Rosse. Le recriminazioni non trovano posto l’anno dopo quando Leo esalta il tiki-taka di Guardiola con 58 reti su 68 presenze e cinque trofei conquistati. Cruciale l’apporto nelle finali, sia di Champions contro lo United (rete del decisivo sorpasso) sia nel Mondiale per Club col Santos (doppietta).

DISCESA E RISALITA

I 91 centri nel 2012 gli valgono il quarto Pallone d’Oro consecutivo. Una forza della natura che fa la gioia degli esteti, stregati dalla sua capacità di dare confidenza al pallone. Egemonia interrotta nel 2013-2014 da CR7, colpa anche di frequenti infortuni. Il pokerissimo nell’ultima edizione, tanto quante le coppe con il Barcellona: il campionato spagnolo, la Copa del Rey, la Champions League, la Supercoppa Europea e il Mondiale per Club FIFA.