Marco Materazzi va all’attacco di Zlatan Ibrahimovic, suo ex compagno di squadra all’Inter tra il 2006 e il 2009, amato e odiato al tempo stesso. Dalle pagine di France Football, l’ex centrale di Inter e nazionale italiana ha parlato, in punta di fioretto come suo solito, del cattivo sangue che corre tra lui e lo svedese:

Quando è arrivato all’Inter, la nostra relazione era buona, ma poi è tutto cambiato. Non tutti i giocatori sono come lui: quando un compagno è in difficoltà, bisogna aiutarlo e non massacrarlo. Insultava spesso i compagni. Lui vuole sempre vincere. Per lui, le cose sono talmente facili che non ammette che gli altri facciano degli errori. E poi non è mai colpa sua. È fuori discussione che sia un fenomeno, uno dei primi cinque giocatori al mondo e uno dei più forti con cui abbia mai giocato. Ma si è davvero grandi quando ci si mette a disposizione del gruppo. Questo è il suo grande difetto, una squadra non è un solo giocatore. E forse questo è il motivo per cui non è mai diventato come Messi e Cristiano Ronaldo”.

Un’analisi sorprendentemente lucida da parte di Marco Materazzi (foto by InfoPhoto), e tutto sommato condivisibile, visto che abbiamo sempre riconosciuto le sue manie di accentratore come il difetto capitale di Ibra. E, al contempo, un’entrata da kamikaze in piena regola. Come per ricambiare quella che Ibra gli dedicò in un derby di un paio di stagioni fa.