Massimo Ferrero deve lasciare la presidenza della Sampdoria. E’ questo il parere della Corte d’Appello federale, interpellata dal presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio dopo il caso-Livingston, che ha visto il numero uno blucerchiato patteggiare un anno e dieci mesi per il crac della compagnia aerea.

Ora Massimo Ferrero ha adisposizione due settimane per poter impugnare la sentenza e ricorrere contro il parere della Caf.

La sentenza che ha condannato Ferrero a 22 mesi è arrivata dal Tribunale di Busto Arsizio. L’avvocato del presidente doriano, Luca Ponti, così commentò la conclusione della vicenda.

“Si è conclusa una vicenda legale che andava avanti ormai dal 2009. Il Tribunale ha accolto le attenuanti generiche, ammettendo così il ruolo puramente marginale di Massimo Ferrero rispetto al caso Livingston“.

“Non a caso”, sottolineò ancora Ponti “A Ferrero è stata data la condanna minore rispetto a tutti gli altri patteggiamenti. Per quanto riguarda le conseguenze civili, anche in questo caso siamo riusciti ad arrivare ad un accordo che soddisfa tutte le parti”.

Il tribunale di Busto Arsizio non ha comminato a Ferrero pene accessorie “potrà continuare a svolgere le sue attività imprenditoriali”, le parole del legale.

Oggi il parere della Corte d’Appello Federale. Cosa accadrà? E’ probabile che Ferrero impugni il parere.

“E’ un attacco ad una persona pulita come me. Non c’è problema perché arriveremo fino in Cassazione, la sentenza che ho subito non è definitiva”, il commento di Ferrero.