“Valbuena pendu” titolano i quotidiani sportivi d’oltralpe. Brutto episodio quello andato in scena al Vélodrome di Marsiglia nel posticipo domenicale della sesta giornata di Ligue1, il big match tra Olympique Marsiglia e Lione, quasi un “clasico” per quanto riguarda il campionato francese, terminato con il pareggio per 1-1. Sugli spalti del famoso stadio marsigliese si stagliava in bella vista (si fa per dire) un pupazzo impiccato raffigurante il giocatore Mathieu Valbuena. Un gran brutto spettacolo, neanche degno della tradizione grandguignolesca del teatro francese, o di una provocazione artistica à la Cattelan (Maurizio), perché cattivo e pieno di risentimento per un calciatore che durante la sua lunga permanenza nel club dei Focesi (ben otto stagioni) ha dato tanto al Marsiglia.

Evidentemente i tifosi non hanno perdonato a Valbuena il ritorno in patria, dopo l’esodo non troppo felice verso la Dinamo Mosca, sulla sponda “nemica” dell’Olympique Lione. E i supporters marsigliesi, oltre al gesto di pessimo gusto, non hanno usato mezzi termini nel dipingere la figura di Valbuena come quella di un traditore. Sotto il pupazzo appeso infatti campeggiava uno striscione con l’inequivocabile scritta “Tu n’es que un traitre”.

Spettacolo ignominioso e inaccettabile che ha sollevato – e giustamente – l’indignazione dei tifosi avversari provocando anche tefferugli tra gli spalti e scontri tra tifoserie, seppur risoltisi nel giro di breve e, fortunatamente, senza danni. Il match è stato anche sospeso per una ventina di minuti per riportare la calma dopo i tanti fischi e i lanci di bottiglie in campo. Valbuena invece si è comportato da vero professionista ignorando completamente il disgustoso scenario che gli si andava disegnando intorno e giocando la partita come se nulla fosse, anche se alla fine del match si è detto molto amareggiato per quanto accaduto: “Non meritavo un trattamento così è un peccato cancellare 8 anni della mia carriera in questo modo solo perché ho firmato con un’altra squadra. Sì, sinceramente mi dispiace molto”. Ora si aspetta una risposta dalla giustizia sportiva.