È morto Mario Fossati, una delle firme più importanti e lucide del giornalismo sportivo italiano del secolo scorso. Aveva 91 anni e lascia un ricordo indelebile in chi, come il sottoscritto, ha visto nel lavoro di cronista sportivo un traguardo da raggiungere e perseguire con tutti gli sforzi possibili.

Grande innamorato di ciclismo, ippica e calcio, ha seguito anche diverse edizioni di Olimpiadi e Mondiali. Fu cronista e biografo lucido di grandi esponenti dello sport italiano e non solo: da Fausto Coppi a Varenne, da Meazza a Gianni Brera. Era nato a Monza il 29 settembre del 1922, a meno di un mese dalla marcia su Roma di Benito Mussolini. Reduce dalla campagna di Russia, una delle più grandi stragi della storia bellica italiana, inizia a lavorare al fianco di Gianni Brera a La Gazzetta dello Sport. Una carriera che lo portò fino a Repubblica, suo ultimo posto di lavoro.