Sempre lui. Nel bene e nel male. Stavolta fa rumore in campo e nella rete. Con un tweet sbagliato e poi corretto. Cronaca dell’ennesima storia di Mario Balotelli, che dopo l’espulsione di Praga si è lasciato andare in una reazione esagerata fatta di calci e pugni al tunnel che conduce negli spogliatoi. Sul social network l’attaccante del Milan e della Nazionale si sfoga così:

Risposte a critiche ricevute in rete. Non contento, Balo ha twittato per una ventina di minuti rispondendo a tutti con toni duri e mettendo in imbarazzo la Federcalcio. In mattinata le scuse, reali o consigliategli non è dato saperlo (magari qualche compagno, il Milan o Raiola, il suo manager, gli ha fatto una telefonata).

La squadra non ha gradito ma Buffon lo difende: “Tutti provano a metterlo in difficoltà sul piano nervoso – ha detto al Corriere -. Balo è straripante e gli altri cercano di fermarlo in altro modo”. Un gesto che però potrebbe costare il posto a SuperMario contro il Messico, nell’esordio della Confederations Cup, il 16 giugno al Maracanà. Demetrio Albertini, vice presidente federale e responsabile del club Italia, avverte: “Non possiamo proibire ai giocatori di dialogare sui social, ma abbiamo una linea e vorremmo che tutti la rispettassero: le questioni di campo e quelle inerenti alla propria professione vanno trattate solo in conferenza stampa”.

Trasudano saggezza le parole di Prandelli: “Mario deve capire che sarà sempre oggetto di provocazioni. Se supera questa prova darà una mazzata agli avversari, altrimenti è destinato a essere sempre provocato come a Praga. Noi gli chiediamo di fare il calciatore e non il personaggio. Si reagisce a una serata no aiutando la squadra non trasmettendo la propria frustrazione. Non può pensare di vincere le partite da solo”.

Foto: Infophoto.