Mario Balotelli non cambierà mai. Inutile negarlo, come dice bene il proverbio “Se uno nasce tondo non può morire quadrato”. E anche l’ultimo post su Instagram, che ha scatenato il dibattito sui Social Network e non solo, ne è l’ennesima conferma: ma sinceramente, che senso ha postare una foto con un fucile in mano e dire “dedicato a tutti quelli che mi odiano”? Certo, l’avesse fatto qualcun altro forse sarebbe passato inosservato, ma tu non sei “qualcun altro”, caro Mario. No, tu sei Mario Balotelli, un giocatore di calcio famoso, un vip se vogliamo. E un esempio per molti giovani.

La sua storia recente parla di un ragazzo che di “Cassanate” ne ha fatte a ripetizione. Anzi, è andato oltre: perché ormai al buon Antonio Cassano Balotelli gli fa un baffo. Merito anche di FantAntonio, che diventando papà è cresciuto di molto. Ma merito anche di SuperMario, che non si smentisce mai e rimane (con convinzione, s’intende…) al centro del mondo. Ieri Filippo Inzaghi, durante la conferenza stampa di presentazione, ha annunciato: “Mario è un patrimonio del calcio e del Milan e io ho il dovere di valorizzarlo. Può fare la differenza…”, salvo poi aggiungere “Qui partiamo tutti alla pari e gioca chi mi dimostra il suo valore e fa la vita da atleta”. Mourinho, Mancini, Allegri, Prandelli e Seedorf: nessuno di loro è riuscito a gestire totalmente Mario Balotelli. Che sia la volta buona con SuperPippo. Tanto, tra “Super” ci si intende. Ma occhio Inzaghi: “Chi nasce tondo non può morire quadrato”.

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