Com’è giusto che sia, il sito ufficiale del Milan è stato tra i primi a celebrare il compleanno di Mario Balotelli. Un messaggio di auguri, nel senso di felicitazioni, che contiene un augurio, nel senso di speranza: “Balotelli, da tutti considerato come un veterano, è un giovane calciatore con tanti margini di miglioramento davanti a sè”. Perché Mario ha solo 24 anni, età calcisticamente verde, ma è sulla breccia da quando era minorenne. “Giovane di anni e vecchio di ore”, parafrasando il personaggio di Henry Fonda di un classico spaghetti-western: sette stagioni da professionista vissute pericolosamente, sempre al centro del ciclone, sempre al di sotto delle aspettative. Pochi calciatori, infatti, sono stati così sotto pressione come lui, e pochi calciatori hanno mantenuto così poche delle promesse che il loro talento aveva fatto al mondo.

Sarebbe facile tirar fuori i nomi di quei fuoriclasse che, all’età di Mario, avevano già riempito la propria bacheca e quella dei loro club d’appartenenza con quintali di argenteria sonante. E’ altrettanto vero che, per mille differenti ragioni, altri fuoriclasse l’hanno fatto nel corso del tempo, perché il treno passa sì una volta sola, ma non sempre allo stesso orario e sulla stessa banchina. La domanda che si fanno tutti è: il treno di Mario è in ritardo, oppure è già passato e lui l’ha perso perché troppo impegnato a scimmiottare un gangsta-rapper innamorato su Instagram invece che a fare il calciatore? Nonostante gli indizi siano molti e portino tutti nella medesima direzione – ultimo Mondiale docet – ci riserviamo di sospendere ancora l’interrogativo. Sperando che nel frattempo anche Balotelli inizi a porselo, prima che si renda conto un giorno di non essere cresciuto ma solo invecchiato, e che la fumacchia del treno all’orizzonte è troppo lontana per poterla rincorrere.

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