L’ex difensore del Bari Marco Rossi ha confessato: prese soldi per perdere una partita. L’episodio si riferisce alla gara fra pugliesi e Palermo disputata al Renzo Barbera il 7 maggio 2011.

“Il rigore fu a metà gara”, le parole di Marco Rossi, testimone nel processo-calcioscommesse ieri a Bari “c’era tutto il tempo di pareggiare perché se uno vuole un gol, lo fa”. Il calciatore ha poi precisato che prese i soldi ma giocò la partita in maniera regolare.

“Accettai il denaro per perdere la partita ma poi decisi di giocarla correttamente”, ha dichiarato ancora Marco Rossi. Secondo quanto emerso dalle indagini, Rossi accettò 30mila euro per lasciare la partita ai rosanero, altrettanto fecero due suoi compagni di squadra. Il mediatore dell’operazione fu Andrea Masiello, che tenne i contatti con il corruttore, ovvero Hristian Ilievski (considerato dalla Procura di Cremona il capo della cosiddetta ‘banda degli zingari’).

Oltre che su Palermo-Bari, Marco Rossi ha dovuto rispondere anche su quanto accaduto il 23 aprile 2011, giorno della gara Bari-Sampdoria e terminata con la vittoria dei blucerchiati per una rete a zero.

Rossi ha risposto con “non so”, “non ricordo” a diverse domande. Secondo gli inquirenti, le due partite furono vendute per un totale di 140mila euro.

Per la gara Bari-Sampdoria, sono imputati Alessandro Parisi (ex calciatore del Bari), Stefano Guberti (ex giocatore della Sampdoria) e Angelo Iacovelli, uomo della società biancorossa.

Tutti risponono di frode sportiva davanti al giudice monocratico di Bari Flora Cistulli.

Marco Rossi ha già patteggiato un mese di reclusone (pena sospesa), stessa decisione per Andrea Masiello (un anno e otto mesi) e Simone Bentivoglio (un mese e dodici giorni). Dopo quella di Marco Rossi, sono ora attese le testimonianze di Bentivoglio, Masiello e Guberti.

La posizione di Hristian Ilievski è stata stralciata. Il processo che lo riguarda scatterà il 28 settembre e vede come parti civili la Federcalcio e 250 tifosi.

Marco Rossi, la carriera dopo los candalo calcioscommesse

Terminata l’esperienza con la maglia dei galletti nel 2011, Marco Rossi si è trasferito al Cesena, dove ha giocato per due stagioni.

Nel corso della permanenza in maglia bianconera viene tra volto dallo scandalo calcioscommesse, finendo nel registro degli indagati insieme ad altri venti calciatori. E’ il 3 gennaio 2012. Succesivamente, viene deferito per illecito sportivo (Bari-Sampdoria e Palermo-Bari) e omessa denuncia (Bari-Lecce e Bologna-Bari).

Il 3 agosto 2012 patteggia una squalifica di 1 anno e 8 mesi, più 20 mila euro di ammenda. Conclusa la squalifica, il 10 aprile 2014, ritorna a giocare. L’estate scorsa si trasferisce al perugia, per poi essere acquistato, a genaio, in prestito dal Varese.