La forza delle immagini ci può venire in soccorso anche per comprendere quanto Marco Pantani abbia lasciato al ciclismo. Qui proposti i 5 video più emozionanti della carriera.

LASSU’ IN CIMA – L’estate 1998 costituisce il periodo magico, dove anche le vittorie apparentemente impossibili diventano realtà. Decisiva nel Giro d’Italia la 19esima tappa Cavalese-Plan di Montecampione, corsa il 4 giugno. Siamo al tratto di montagna conclusivo, Tonkov è davanti, ma il campione di Cesenatico gli sta alla ruota e sferra un secondo attacco letale. Il russo non reagisce e la maglia rosa lo regola a quasi un minuto, prova straordinaria di forza che gli vale il trionfo.

GAMBE D’ACCIAIO - Trascorso più di un mese (27 luglio), alla 15esima tappa del Tour de France Grenoble-Les Deux Alpes ci si gioca la leadership. Diluvia, Pantani ha 3’01″ di ritardo da Ullrich nella generale. Superato il Col du Telegraph, comincia a scattare sul Galibier, quando mancano ancora parecchi chilometri. Raggiunto e staccato il fuggitivo Rinero, scollina da solo con un vantaggio già superiore ai 2′ su Ullrich. La pioggia picchia forte e Orlando Maini, terzo direttore sportivo della Mercatone Uno, lo aspetta in vetta con una mantellina. Nonostante cerchi di affrontare la discesa senza mani deve fermarsi. Al suo fianco Massi, Rinero, Escartin e Serrano, mentre Ullrich è in crisi. Guadagnati 4 minuti di vantaggio e maglia gialla virtuale dà ancora battaglia sulla salita delle Deux Alpes, un monologo chiuso con “Kaiser Jan” che arriva dopo 8’57″. La crono finale porta altrettanto bene e, a 33 anni dall’imposizione di Felice Gimondi, regala all’Italia il successo nella competizione.

IL CAPOLAVORO DI OROPA - Il 30 maggio 1999, ripresentatosi al Giro d’Italia, firma la meraviglia di Oropa, nella quale, saltata la catena, rimonta 49 corridori e sale sul gradino più alto del podio. Gioie tramutate presto in delusioni, troppo grandi da reggere per un solo uomo.

TV E CINEMA - Ad accompagnarlo sino alle ultime ore Sfide, dove trovano spazio pure i preziosi contribuiti di mamma Tonina e Roberto Conti – fedele gregario – insieme al direttore sportivo Giuseppe Martinelli, presente durante il prelievo del sangue a Madonna di Campiglio.

Una storia abilmente narrata nel film “Il Pirata – Marco Pantani” con Rolando Ravello, Nicoletta Romanoff e Ivano Marescotti