E al settimo giorno, o giù di lì, la Juventus parlò. Anche se forse ciò che ha detto Beppe Marotta (foto by InfoPhoto) non è esattamente quello che sperava Claudio Marchisio e, di riflesso, buona parte dei tifosi bianconeri. Con un intervento reso al direttore di calciomercato.com, Xavier Jacobelli, l’amministratore delegato bianconero ha infatti aperto alla possibile cessione del centrocampista della nazionale, a patto che sul suo tavolo pervenga qualcosa di molto vicino all’irrifiutabile testa di cavallo mozzata:

“La Juventus non ha mai pensato di vendere Marchisio, né ora né mai. Nel 2012, la società ha prolungato il contratto al giocatore sino al 30 giugno 2017, ritoccandone l’ingaggio. Mi pare che questa sia la dimostrazione più evidente di quanto Marchisio sia importante per la Juve. Lo riapriremmo solo se ci pervenisse un’offerta stratosferica e decisamente fuori mercato. Cosa che fino a questo momento non si è verificata”.

Una conferma travestita da smentita in piena regola, molto simile nei toni a quelle che solitamente utilizza il collega Galliani quando si tratta di massimizzare il valore dei giocatori in uscita: la Juve non vuole cedere Marchisio, ma per un pugno di dollari di quelli giusti, tutto si può fare. Una smentita che non smentisce, e che anzi costituisce un messaggio preciso: ai club interessati (Monaco e United su tutti), che sanno che al giocatore si può arrivare; e ai procuratori del Principino innervosito, che ora possono darsi da fare per trovare l’offerta per convincere la Juve. E, si sa, non è difficile convincere chi si vuol far convincere.