Come dice Moratti, un manager non può smentire tutto ciò che viene detto o scritto, perché altrimenti non gli rimarrebbe neanche il tempo per farsi leggere le carte dalla maga di fiducia. Vero questo, com’è vero che a un particolare tipo di dichiarazioni, rese da un certo tipo di giocatore in un certo momento storico, bisogna in qualche modo replicare. E il silenzio di tomba che la Juventus ha opposto alle parole di Claudio Marchisio (foto by InfoPhoto) circa il proprio futuro in bianconero è di per sé una risposta significativa.

Dal ritiro brasiliano della nazionale, il Principino aveva sollevato più di una perplessità a proposito delle voci, mai smentite dalla società, che lo volevano in bancarella, pezzo pregiato per foraggiare il mercato in entrata. Come riporta l’house organ Tuttosport, sia l’entourage di Marchisio sia i dirigenti bianconeri sarebbero infastiditi dall’atteggiamento della controparte. Pare, anche, che dietro ci possa essere una richiesta, nemmeno troppo velata, di un adeguamento del contratto: al momento Marchisio percepisce 3,5 milioni di euro all’anno e vorrebbe che il proprio ingaggio pareggiasse almeno quello di Pirlo e Vidal. Da parte sua, la Juve non ha alcuna intenzione di ritoccare un contratto in scadenza nel 2016.

Nel frattempo, si fanno largo ipotesi alternative, come quelle di uno scambio con Nani del Manchester United, antico pallino di Antonio Conte e ingrediente perfetto per il nuovo 4-2-3-1 infornato dal tecnico. Nessuno ha fretta, il mercato è lungo e la soluzione dell’intreccio è ancora lontana: l’unica cosa certa è che Marchisio, in quello che non è più un paese per giovani, per vecchi e nemmeno per bandiere, ma solo per articoli di lusso da esportazione, può davvero partire.