Se il Marsiglia sta imponendo un ritmo forsennato alla Ligue 1 – primo in classifica con otto vittorie in 10 gare e +7 sul PSG – come non accadeva dai tempi del grande OM di Tapie, il merito è anche e soprattutto di Marcelo Bielsa, tecnico tra i più geniali del Sudamerica e del calcio moderno in generale, amabilmente soprannominato El Loco, il pazzo. Sta andando talmente forte che, in un certo senso, il più grande ostacolo incontrato finora è stata una tazzuliella di caffé posizionata in modo inopportuno dalle parti del suo deretano, come possiamo ammirare in questo video:

Bielsa aveva chiesto un bicchiere di caffé, senza accorgersi che questo gli era stato poi messo sulla panchina: una distrazione fatale, che gli ha guadagnato una bella scottatura in una delle zone più delicate del corpo, e un’altra tacca nella mitologia personale di uno dei tecnici più misteriosi, e per questo affascinanti, del pianeta. Su di lui si conosce poco: non concede interviste da anni, custodisce con gelosia la sua privacy, e questo non fa che alimentare le molte leggende urbane sul suo conto. Deve il suo soprannome al fatto che in avvio di carriera amava arrampicarsi su un albero a bordocampo per poter osservare meglio la disposizione tattica della squadra; una bizzarria già di per sé, che diviene ancora più curiosa se si pensa che oggi Bielsa è celebre perché resta accosciato ad altezza suolo per quasi tutta la partita della sua squadra (foto by InfoPhoto). Insofferente ai datori di lavoro ma sempre leale nei loro confronti, nell’estate del 2011 rifiutò l’allettante proposta di Moratti per non venir meno alla parola data all’Athletic Bilbao; non vince nulla da 17 anni, a livello di club, ma chi ha visto giocare le sue squadre non si è mai pentito della scelta fatta.