Il Pallone d’Oro riunisce i più grandi giocatori in assoluto, ecco perché non poteva non essere assegnato in qualità di speciale riconoscimento a Diego Maradona.

IL MUNDIAL

Il premio viene istituito nel 1956 dalla rivista France Football allo scopo di premiare, stagione dopo stagione, il calciatore di nazionalità europea maggiormente distintosi. Proprio questa “restrizione continentale” ha impedito ad alcuni sudamericani come Pelé e il ‘Pibe de Oro’ di vincerlo, un sacrilegio secondo i fan più accaniti dei due indimenticabili fuoriclasse. Primo ad aggiungerlo al suo palmares Maradona nel 1995, che lo dedica all’intera Argentina che ancora ne ricorda le sue gesta di Messico ’86. Trionfo mondiale frutto di una congiunzione astrale, forse irripetibile. Momenti di pathos da togliere il fiato come, e soprattutto, la doppietta all’Inghilterra nei quarti, prima con la Mano de Dios e quindi con il goal del secolo.

NAPOLI

E che dire poi di Napoli… Basta scambiare qualche battuta con un partenopeo per capire quanto Diego sia venerato in città. Solo con lui gli Azzurri si sono laureati campioni d’Italia (due volte), festeggiando sulla scena continentale pure la Coppa UEFA 1988/89. Miracoli sportivi regalati forse dal più grande calciatore di ogni tempo, tanto geniale da lasciar l’impressione di essere guidato in campo da qualche ente superiore.

FIGURA CONTROVERSA

Un personaggio pronto a far discutere pure con le dichiarazioni fuori dal terreno di gioco. Innumerevoli le punzecchiature lanciate a Pelé, pure dopo la consegna del Pallone d’Oro al brasiliano nel 2013. “Voglio ricordare una cosa – il commento di Maradona in un’intervista rilasciata a ‘La Nacion’ – Il primo Pallone d’Oro alla carriera lo hanno consegnato a me, a Parigi nel 1995. Pelè è arrivato, una volta ancora, secondo. Pelè comunque vi è abituato perchè è arrivato secondo anche dietro Ayrton Senna, quando i brasiliani hanno eletto il miglior sportivo della loro storia. Ed è arrivato secondo anche con me”.