Diego Armando Maradona attacca Julio Grondona, l’ex numero uno dell’Afa (la federcalcio argentina) scomparso lo scorso anno. L’ex numero 10 del Napoli ha raccontato un episodio accaduto poco prima della finale di Italia ’90.

“Grondona ci disse che ci saremmo dovuti arrendere, che avremmo dovuto perdere la finale, che ci saremmo dovuti consegnare. Praticamente fare come i cileni nel corso della guerra delle Malvinas (quest’ultmo tema sempre caro a Diego, ndr)”.

“Io dissi che avremmo fatto di tutto per vincere. Ma Grondona non fece nulla per evitare che quella partita fosse arbitrata da Codesal. Lo giuro sulle mie tre figlie”.

L’Argentina perse il Mondiale di Italia ’90 in finale contro la Germania. La partita si stava avviando ad uno scialbo 0-0 che avrebbe condotto le due squadre ai supplementari, quando l’arbitro Codesal fischiò un rigore inesistente in favore dei tedeschi.

Dal dischetto Andreas Brehme regalò il terzo mondiale alla sua Nazionale.

Fu una partita piuttosto complicata sin dall’avvio per gli argentini. Maradona, davanti alle telecamere di tutto il mondo, diede del ‘figli di p….’ al pubblico dell’Olimpico che fischiò l’inno del paese sudamericano.

“Mi candidado alla Presidenza della Fifa”

Proprio ieri Maradona ha annunciato, attraverso il giornalista Victor Hugo Morales, la sua candidatura alla Presidenza del massimo organo calcistico mondiale.

“Maradona mi ha chiesto di diffondere la notizia della sua prossima candidatura alla Presidenza della Fifa”, ha scritto Morales, amico di Maradona dai tempi dei mondiali di Mexico ’86. “‘Se Figo e Platini hanno avanzato la loro candidatura perché non posso farlo io’, mi ha detto”.

A tal proposito, Diego è stato chiaro. “Quando sarò presidente della Fifa ne sentirete delle belle, anche sui dirigenti argentini”.

Un capitolo a parte, c’è da scommetterci, se lo aggiudicherà proprio Don Julio, morto il 30 luglio dello scorso anno. “arlerò di tutte le partite che voleva aggiustare”.

D’altronde, tra Grondona (per oltre un trentennio a capo dell’Afa, e Maradona non è corso mai buon sangue. Era il 2010 quando Julio, sollevandolo dall’incarico di ct albiceleste, lo accusò di fare ancora uso di stupefacenti. Diego ricordò che anche Sergio Batista e ad Alberto Rodríguez, da Grondona fortemente voluti nello staff tecnico, avevano avuto problemi di droga.

Nel 2011 Maradona si prese la rivincita, accusando il suo rivale di aver fatto dopare la nazionale argentina prima dello spareggio con l’Australia per la qualificazione a Usa ’94.