Maradona candidato alla presidenza della Fifa. L’annuncio è stato dato da un amico dell’ex Pibe de Oro, il giornalista Victor Hugo Morales (per intenderci il telecronista che descrisse lo splendido gol di Diego all’Inghilterra a Mexico ’86).

L’ho chiamato per chiedergli notizie riguardo le condizioni di salute di suo padre, fra le diverse cose mi ha detto che si candiderà alla presidenza della Fifa. Se lo fanno Platini e Figo perché non posso farlo io?

Maradona mi ha chiesto di divulgare la notizia” ha dichiarato Victor Hugo Morales “Vuole combattere la corruzione nella Fifa“. Il giornalista ha annunciato la notizia con un tweet.

“‘Sono candidato’. Sono state le due parole che mi ha detto Maradona quando l’ho interpellato a proposito della candidatura a presidenza della Fifa”.

Maradona è sempre stato molto caustico nei confronti di Joseph Blatter. A maggior ragione dopo lo scandalo corruzione scoppiato alla fine di maggio.

“Nei suoi confronti c’è una ammirazione malata. Proprio quella che si riserva ad un vecchio mafioso che è riuscito a non finire in prigione”, una delle frasi del Diez in una lettera pubblicata dal Daily Telegraph.

“Blatter è diventato una autentica disgrazia, soprattutto per quelli che come me amano il calcio. “Abbiamo un dittatore” scrisse maradona prima che Sepp si decidesse a rassgenare le dimissioni (o meglio, ad annunciarle).

“Non accade da nesusna parte. Non succede neanche nelle Nazioni Unite. Ma per la Fifa va tutto bene. Mi chiedo perché accettiamo tutta quest corruzione passivamente?”.

La lettera aperta fu pubblicata alla vigilia delle elezioni del 29 maggio. Consultazione che vide, nonostante tutto, Blatter strappare il quinto mandato.

Lo svizzero rimase l’unico candidato in corsa dopo il forfait di Figo, nauseato dal sistema (“Non è una elezione normale”) e del principe giordano Ali Bin Al-Hussein (che riscosse l’endorsement di D10s).

Dopo pochi giorni giunse l’annuncio delle dimisisoni di Blatter (“rimango in carica fino all’assemblea strordinaria che eleggerà il nuovo Presdiente”).

Chissà che il suo successore non possa essere proprio un dei suoi nemici giurati.