Il rapporto Maradona-Blatter si sa, è stato disamore a prima vista, una diatriba quella dell’ex pibe de oro con il numero uno della Fifa alimentata da polemiche e attacchi reciproci che dura fin dai tempi della prima elezione di Blatter a presidente della più importante associazione calcistica mondiale nel ’98 all’epoca dei Mondiali di Francia. E adesso che lo svizzero 79enne, essendosi ricandidato per un nuovo mandato, si appresta all’eventualità di salire di nuovo sul soglio presidenziale (le elezioni sono in programma per il 29 maggio) il fuoriclasse argentino ha inviato una lettera aperta al Daily Telegraph nella quale sono contenute parole al vetriolo nei confronti di Blatter.

L’attacco di Diego Armando Maradona è ancora una volta di quelli frontali: “Un lungo regno al vertice del calcio mondiale che – scrive Maradona – ha trasformato la Fifa in un parco giochi per i corrotti, una disgrazia, una vergogna dolorosa per tutti quelli che amano il calcio“. Facendo il paio con le considerazioni espresse da Platini proprio in questi giorni circa l’ “inaffidabilità” di una persona che non ha prestato fede alla promessa di non ricandidarsi alla presidenza Fifa, Dieguito ha rincarato la dose affermando: “L’idea stessa di un quinto mandato è un’assurdità nel 2015, non è accettabile in nessuna nazione democratica, o alle Nazioni Unite o in qualsiasi altra organizzazione internazionale. Ma per qualche motivo per la Fifa è ok. Abbiamo un dittatore a vita“.

L’indignazione giunge poi ai massimi livelli quando il “déz” dedica a Blatter, a conclusione della missiva, un affondo che va sul personale non risparmiando nulla al quasi ottuagenario presidente: “lo chiamo l’uomo di ghiaccio perché manca di visione e passione. Quando chiedo perché così tante persone credono nella rielezione di Blatter, la risposta è sempre la stessa. Perché ha ottenuto il sostegno con anni di potere anti-etico, favori e finanziamenti“. Dopo accuse varie di mafia e corruzione, la lettera di Maradona si chiude con un accorato appello anti-Blatter: “Perché accettiamo passivamente questa corruzione? Ora basta, vogliamo indietro il nostro gioco“.