In attesa di conoscere le decisioni del Conclave, attese entro una ventina di giorni, e di quelle ben più complicate del povero Napolitano, l’Italia pallonara festeggia la sua divinità popolare: Diego Maradona (foto by InfoPhoto), tornato nella sua Napoli con la speranza di non dover contribuire in prima persona all’irroramento delle casse dello Stato. In conferenza-stampa in corso Umberto nella sala Masaniello (fantastico), il Pibe ha parlato di tutto: dei suoi guai col Fisco, dell’amore per Napoli, per il Napoli e per l’Italia:

Voglio dire a tutti che io ho l’aria di Napoli nel corso. Da tanto tempo avevo questa voglia, ma non me l’hanno lasciato fare. Io andavo solo in campo (quando era giocatore, ndr), adesso quando torno in Italia arriva la Finanza a sequestrarmi gli orecchini. Perché io devo pagare e loro (Ferlaino, Coppola, etc) no? Io ho dato la mia vita a Napoli. Non sono una vittima, guadagnavo tanto, ma non sapevo nulla delle faccende del contratto. Ci metto la faccia perché non ho ucciso nessuno”.

Ringrazio la gente di Roma e di Napoli che mi ha trattato come qualcuno che qualche volta li ha fatti sorridere, per una giocata o per un gol come quello che segnai a Tacconi (la famosa punizione da dentro l’area di rigore, ndr).Voglio tornare in Italia con mio nipote, voglio che veda che cosa ha fatto il nonno, non voglio essere ricordato come l’evasore che non sono. Voglio chiedere alla giustizia di poter camminare libero per l’Italia e per Napoli”.

Lo scudetto non è ancora perso, mancano 12 giornate, non dobbiamo regalarlo alla Juve, che non è più forte del Napoli, ma solo più pratica. Non dobbiamo mollare, è tutto ancora aperto. Non sono comunque venuto qui per la panchina del Napoli, né per vedere De Laurentiis o De Magistris, rispetto Mazzarri e il suo grande lavoro. Poi, quando se ne andrà… Sono tornato solo per dire che sono innocente, che al Fisco non devo una lira. Più che altro, vorrei giocare alle spalle di Cavani per lanciarlo come facevo con Careca. E poi c’è Hamsik, un giocatore fantastico”.

Messi potrà dare il Mondiale all’Argentina, lo spero, ma non sarà facile: ormai lo conoscono, il Milan gli ha fatto attorno una gabbia. Lui è un bravissimo ragazzo, ma io sono il migliore. Pelè? Giocava contro gente immobile, non lo sopporto perché quando prende le pasticche dice qualsiasi stupidaggine“.