Grande attenzione ai Social Network, coraggio e la consapevolezza di avere una grande leadership. Manuela Di Centa ha annunciato ufficialmente la sua candidatura alla presidenza della Fisi, la Federazione Italiana Sport Invernali. Una candidatura finalmente diversa, nuova e molto moderna. Certo, il progetto ha ancora un po’ di politichese nel suo interno, ma il fatto che si voglia dare una decisa sterzata è evidente: “Il mio programma si base su quattro punti – le prime parole di Manuela Di Centa, oggi splendida 51enne, in previsione delle elezioni di Bologna del prossimo 12 aprile – chi vuole seguire la mia idea sarà il ben accetto, è il mio modo di pensare. Di certo io non obbligo nessuno”. Una donna forte, energica: “Sono membro del CIO e del CONI, dunque una persona che va al di là delle singole alleanze di potere – prosegue – non posso pensare che una persona come me, libera da ogni incarico parlamentare in questo momento, non possa mettere a disposizione di questa federazione tutta sé stessa, è assurdo”.

La ripresa del dialogo istituzionale, l’idea di far nascere una scuola universitaria a Roma e molto altro: “L’agonismo è certamente uno degli obiettivi, l’atleta rimane sempre al centro dei nostri pensieri – prosegue la candidata alla presidenza Fisi – ma se non troviamo dei giovani che sognino è inutile. E’ chiaro che poi la Federazione dovrà adeguarsi e fare il massimo per loro, permettendogli di esprimersi al massimo. L’obiettivo è quello di fare in modo che in ogni bambino e in ogni bambina nasca l’amore per la neve e la voglia di sognare. Io ero una di queste bambine quando ho cominciato. Dare la possibilità a più persone possibili di potersi avvicinare alla neve, perché loro sono la federazione. Aiutiamo gli sci club: agonisticamente dobbiamo avere un focus sui talenti e sul come portarli avanti. Spesso i ragazzi si fermano per varie questioni, economiche e non solo. Io vorrei che la Fisi pensi ad un’affiliazione diversa: tramite la tessera, amatoriale e agonistica, un rapporto diretto e di aiuto reciproco”.

Poi prosegue: “Parto con entusiasmo e coraggio, che serve: io sono una donna, che ha avuto anche incarichi importanti. Penso di poter fare molto per la Fisi. Quote rosa? Non mi corrispondono, ma darebbero un maggiore equilibrio. Io ho aperto alle donne nel CIO e al CONI, penso che sia giusto iniziare anche con le federazioni: se la testa è sempre maschile, si pensa sempre al maschile. Io posso portare la leadership, la forza delle relazioni nazionali e internazionali; questo è quello che un presidente federale deve avere. La leadership ce l’hai o non ce l’hai di natura, inutile nasconderlo”. In conclusione, discorso sulla Fisi 2.0: “Dobbiamo comunicare veloce, entrare in una mentalità diversa, dove si possono condividere le emozioni con le persone lontane – apostrofa Manuela Di Centa – penso che sia uno strumento di crescita e di formazione anche per i più piccoli. Dobbiamo avere una velocità diversa verso l’esterno ma anche all’interno, con grande trasparenza e condivisione, prendere decisioni rapidamente e non perdere i talenti. Ad esempio, dare la possibilità ai comitati di poter seguire, in Streaming, i consigli federali. O permettere a tutti di poter votare con un voto online, meno dispendioso dal punto di vista economico e aperto a tutti”.

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