Il rimpianto per il Triplete mancato, quello dove poteva esserci lui in panchina, ma anche la voglia di ricominciare e riportare l’Inter in alto.

Roberto Mancini si confida a Condò Confidential, la trasmissione diretta da Paolo Condò in onda su Gazzetta Tv. E lo fa a cuore aperto: “Di cavolate ne ho fatte tante, ho fatto pure questa – sorride Mancini, riferendosi al suo ritorno all’Inter – uno che ha vinto, che ha fatto bene, non può andare a rovinare i ricordi. Però adesso son qua”.

Poi l’ammissione sulla seconda parte della scorsa stagione: “Mi aspettavo di far meglio a livello di risultati, ma siamo l’unica squadra a essere cresciuta così tanto nel giro di 5 mesi a livello di gioco e personalità: non mi era successo nemmeno al City o al Galatasaray”.

Tornando indietro con la mente, i ricordi fanno risplendere la stagione 2007/2008, quella quando Mancini venne esonerato da Massimo Moratti nonostante la conquista dello Scudetto, per far posto a José Mourinho: “Ma penso l’avesse contattato già dopo il mio sfogo al termine della sconfitta con il Liverpool — precisa Mancini – per un po’ calò il gelo, ma credo di dover ringraziare Moratti. Mi ha dato la possibilità di allenare l’Inter in un momento importante”.

Quell’11 marzo 2008 la sconfitta con il Liverpool sancì l’eliminazione dalla Champions dell’Inter e l’addio di Mancini alla panchina nerazzurra. A posteriori, rimpianti da Triplete? “Beh, è umano pensare che avrei potuto esserci io…”.

La parte più felice della sua carriera è senza dubbio quella legata alla vittoria della Premier League con il Manchester City all’ultima giornata di campionato: “Dovrebbero farci un film – ammette Mancini – furono decisivi i due derby con lo United, che dominava da decenni. Dopo quello che vincemmo 6-1 all’Old Trafford, portai a Ferguson una bottiglia di rosso che valeva più di 500 euro: nel suo studio aveva una cantina eccellente, però quel giorno lì era un po’ arrabbiato”.

Poi, sulla sua storia da calciatore alla Sampdoria:Mantovani mi pagava meglio di quanto sperassi. Poi però dava sempre un po’ di più a Vialli. Lo faceva solo per farmi arrabbiare. Meglio da calciatore o da allenatore? “Sì, vabbè, da giocatore”.