Mamma li turchi! E’ quello che ha pensato Roberto Mancini quando è arrivata la chiamata del Galatasaray. Un sondaggio che si è trasformato in una vera e propria trattativa ad oltranza, fino alla fumata bianca, arrivata in giornata. Il club di Istanbul dopo l’esonero di Fatih Terim ha puntato subito l’allenatore italiano, senza squadra dopo essere stato scaricato lo scorso maggio dal Manchester City. Mancini su due piedi ha detto no, ma il presidente turco Unal Aysal non è uno che si scoraggia facilmente. L’ha invitato in Turchia, l’ha fatto soggiornare in uno degli hotel più esclusivi di tutta Turchia e ha rilanciato: biennale da 5,5 milioni di euro, uno stipendio pronto a salire a 7 in caso di qualificazione ai quarti di finale di Champions League (una vera e propria impresa dopo la sconfitta 6-1 all’esordio con il Real Madrid).

La trattativa ha subito l’accelerata decisiva quando Mancini ha chiesto e ottenuto una clausola che gli permette di liberarsi nel caso in cui dovesse arrivare, nel 2014, una chiamata da parte della Federazione per il dopo-Prandelli. Mancini inizialmente spingeva per essere libero di fronte alle proposte di altre nazionali, ma alla fine si è arrivati a questo compromesso.  Con lui in Turchia andranno Attilio Lombardo, ex compagno di squadra alla Samp, e Angelo Gregucci, che era il suo vice in Inghilterra. “Mancio” potrebbe esordire già mercoledì, allo Juventus Stadium. Se il transfer non arriverà, in panchina ci sarà il brasiliano Taffarel, ex portiere del Parma e del Brasile.