AGGIORNAMENTO ORE 17:55 Roberto Mancini assolto dall’accusa di bancarotta fraudolenta dal gup di Roma Paola Della Monica “perché il fatto non costituisce reato”.

Cala il gelo sul tecnico dell’Inter, Roberto Mancini, accusato di bancarotta fraudolenta, per lui possibile addirittura tre anni e mezzo di reclusione. Il “Mancio” è coinvolto nel processo, con rito abbreviato, legato al crac finanziario della società Img Costruzioni, indagine nella quale sono coinvolti anche Marco Mezzaroma (immobiliarista romano) e Stefano Gagliardi (noto avvocato della capitale).

La società Img Costruzioni fallì in seguito ad una serie di distrazioni patrimoniali particolari, per un giro d’affari di circa un milione e 900mila euro; da queste ne avrebbero trovato beneficio, ovviamente, gli attori protagonisti in carica: i già citati Stefano Gagliardi, avvocato dei salotti della Roma bene; Marco Mezzarona, immobiliarista discendente da una nota famiglia romana e appunto Roberto Mancini.

Il pubblico ministero Stefano Rocco Fava ha chiesto tre anni e mezzo di reclusione per Roberto Mancini, per questa vicenda legata a fatti che risalgono al periodo 2013-14. Il tribunale di Roma dichiarò il fallimento della Img Costruzione in data 24 gennaio 2013, con la società che portò a libro un passivo fiscale di due milioni di euro e un debito d’imposta di oltre 400mila euro.

La Guardia di Finanza, dopo le indagini, ha annunciato che, nel periodo 2008-2009, la Img avrebbe emesso fatture in favore della Mastro srl, una società che faceva capo ai tre soci già citati, tra i quali anche Roberto Mancini, per un valore di 838mila euro per delle opere edilizie. Secondo la Guardi di Finanzia la Img era di fatto una scatola vuota che serviva per far transitare denaro, visto che per anni è rimasta senza alcuna capacità produttiva.