Se Mancini accusa Sarri di omofobia, l’allenatore dell’Inter è costretto ad avere a che fare, dal canto suo, con chi gli punta l’indice contro considerandolo un ipocrita.

Ecco allora spuntare, qui e là, episodi in cui Mancini non si dimostra propriamente un campione di integrazione. C’è chi ricorda che nel 2000 archiviò con un “sono episodi che capitano” il “negro di merda” che l’allora compagno di squadra Sinisa Mihajlovic rifilò a Vieira, chi sottolinea come lo stesso termine omofobo che ora rinfaccia Sarri, il Mancio lo utilizzò nel 2001 quando era allenatore della Fiorentina.

L’episodio è raccontato dal sito firenzeviola.it. Nel marzo del 2001 Roberto Mancini venne ingaggiato dalla Fiorentina per sostituire l’esonerato Fatih Terim.

Mancio vinse subito la coppa Italia battendo il Parma in finale, nella successiva, però, le cose non iniziarono granché bene per i viola (che a fine anno vennero retrocessi nella serie cadetta).

Alla vigilia di una partita, in una conferenza stampa, Mancini si scagliò contro un giornalista (Alessio Da Ronch della Gazzetta dello Sport) definendolo frocio. Per poco non ci scappò la rissa, ricorda ancora il sito, con i due che vennero separati da alcuni colleghi del giornalista, lesti ad intervenire.

Arrivarono una serie di sconfitte e lo scontro tra l’attuale tecnico dell’Inter e la tifoseria viola. L’allenatore si dimise dall’incarico ad inizio 2002.