È la notte di Manchester United-Real Madrid, è la notte di Cristiano Ronaldo (foto by InfoPhoto). Il democratico sistema delle urne della Champions League ci ha regalato una finale anticipata già agli ottavi di finale; e benché sia legittimo innervosirsi al pensiero che una di queste due saluterà già stasera, cerchiamo di goderci questo superclassico continentale, che, nei suoi quattro precedenti, in tre occasioni ha anche anticipato il futuro trionfatore.

È accaduto nel 1957 (semifinale e Coppa al Real Madrid), nel 1968 (semifinale e Coppa allo United), nel 2000 (quarto di finale e Coppa al Real Madrid): unica eccezione, la sfida ai quarti di finale della stagione 2002-03: a passare il turno furono ancora una volta gli spagnoli, ma a far festa nella finale (di Manchester, guarda caso) quella volta fu il Milan.

Il match si preannuncia stellare non solo per il blasone delle due contendenti, ma anche per le loro legittime ambizioni. È possibile, in ogni caso, riconoscere un chiaro favorito: lo United di Ferguson ha già praticamente archiviato la Premier League, che sta dominando in lungo e in largo, e parte dall’ottimo 1-1 ottenuto nella gara del Bernabeu. Il Real Madrid, dal canto suo, ha da un paio di mesi abdicato dal trono della Liga e, considerando la Copa del Rey solo come un piacevole contorno, ha nella caccia alla “Decima” il suo unico obiettivo stagionale. Unico e ultimo, almeno per quanto riguarda José Mourinho, che lascerà la Casa Blanca al termine della stagione, per trovare il suo rifugio dorato a Parigi e Londra. Mentre Ferguson, amico e rivale, sarà ancora lì, immarcescibile come una piramide.

Ma, più di ogni altra cosa, sarà la partita di Cristiano Ronaldo. La più forte individualità al mondo (Messi è un’arma letale d’orchestra) ritrova il club che l’ha reso grande e che gli ha regalato le più grandi soddisfazioni in carriera. Ha già segnato all’andata, ma a Manchester, davanti a quello che fino al 2009 è stato il suo pubblico adorante, sarà tutto un altro discorso. Tutto un altro impatto. Chissà se, alla fine, sarà Old Trafford a ricordarsi di Ronaldo o viceversa.