Sul come il Real Madrid ha espugnato Old Trafford, guadagnando l’accesso ai quarti di finale di Champions League, non c’è molto da raccontare. Il Manchester United ha preparato meglio la partita, l’ha gestita come meglio non si sarebbe potuto e quasi certamente l’avrebbe portata a casa, se, nel momento più drammatico per gli spagnoli (erano appena andati sotto di un gol), una clamorosa svista dell’arbitro turco Cakir - assurda espulsione di Nani – non avesse ribaltato completamente l’inerzia del match, consentendo al Madrid quei decisivi 15’ di fuoco, conditi dai gol-qualificazioni dello splendido Modric e dell’uomo più atteso, Cristiano Ronaldo.

Naturalmente non si può ricondurre la storia di una doppia sfida a una singola decisione arbitrale, né si possono azzerare i meriti del Real Madrid, che da grandissima squadra qual è ha saputo azzannare l’avversario alla gola non appena fiutato l’odore della paura, però è facilmente intuibile che, senza quell’errore, il finale sarebbe stato radicalmente diverso. Un’evidenza dialettica talmente indiscutibile che perfino uno come José Mourinho, sempre pronto a sfruttare l’arma tattica della lagnanza sistematica, ha ammesso senza esitazioni che “la squadra migliore ha perso”. Una dichiarazione che, per una volta, rende merito all’onestà e alla correttezza del portoghese. Applausi a scena aperta anche per Cristiano Ronaldo, accolto con amore e gratitudine da quello che una volta il suo pubblico: CR7 lo ha pugnalato al cuore, segnando il gol-partita (foto by InfoPhoto), ma ha comunque ricambiato l’affetto trattenendo l’esultanza, quasi scusandosi.

Ci deve essere qualcosa, nell’aria inglese, che induce le persone alla sportività. Probabilmente è solo un caso, probabilmente è solo una falsa impressione, ma il pensiero è venuto spontaneo, osservando come i due portoghesi, che non sono esattamente due prototipi di “fair losers”, si sono comportati in questa occasione. O forse, direbbero i più maliziosi, più che di sportività e riconoscenza si tratta di calcolo delle opportunità: se, come si racconta da più parti, sia Mourinho che CR7 sono giunti davvero all’epilogo della loro avventura nel tritacarne madrileno, allora è meglio tenersi aperte tutte le porte. Con la Premier League, d’altra parte, è stato amore vero e reciproco, e un ritorno in grande stile, magari proprio al Manchester United, non può non far gola alle due volpi lusitane.