David Moyes e Alex Ferguson, così diversi, così uguali. Cosa accomuna e cosa divide il nuovo e il vecchio manager del Manchester United?

Facciamo prima a dire cosa li accomuna, ben poco: vale a dire la distanza. Tra Bearsden, luogo di nascita del tecnico dell’Everton e Govan, quartiere a Sud Ovest di Glasgow, ci sono all’incirca 11 chilometri.

Le similitudini finiscono qua: intanto c’è il passato da giocatore, in questo a caso a vantaggio di Moyes, che ha giocato in un club prestigioso come il Celtic, dove ha pure vinto un titolo nazionale (1981-82) e giocato in Coppa Campioni a Torino contro la Juventus, dove sostituì il capitano Danny mc Grain. Lui però giocava in difesa, mentre Fergie era un modesto attaccante.

Ma quello che ci interessa è capire se il successore di Sir Alex è in grado di ripetere i successi ottenuti dal suo predecessore.

E qui scattano le differenze principali: Moyes arriva sulla panchina dello United 50 enne con un misero campionato di Terza Divisione vinto alla guida del Preston North End e “zeru tituli” sulla panchina dell’Everton. Ferguson, al contrario vantava già 10 trofei con l’Aberdeen e anche una breve esperienza alla guida di una Nazionale, quella scozzese. Inoltre arrivò a Old Trafford più, giovane, appena 45 enne.

Moyes vanta solo una fugace esperienza all’estero, nelle giovanili dell’IBV Vestmannaeyjar (Islanda) ma dalla sua almeno ha la cabala; su otto confronti diretti con Roberto Mancini e il suo Manchester City ne ha vinti 6, pareggiandone 1. Numeri che il suo predecessore non possiede: che sia stato scelto solo per questo?