Aspettando la ripresa del campionato con un ex clasico di Bundesliga come Amburgo-Bayern Monaco (in programma il 22 gennaio) sui tabloid sportivi britannici si comincia già a parlare dell’era Pep Guardiola in Premier League. Come è noto, l’attuale tecnico del club bavarese ed ex Barcellona ha già dato l’addio ufficiale al Bayern sostenendo che lascerà il club a fine contratto, ovvero a giugno 2016. Anche se manca di fatto l’ufficialità, la destinazione di Guardiola per la prossima estate è Manchester, sponda City.

L’obiettivo di Guardiola a breve termine è quello di pareggiare i conti con Jupp Heynckes e, dunque, realizzare un altro fatidico “triple” di Baviera vincendo Meisterschale, Coppa DFB Pokal (la Coppa di Germania) e Champions League (intanto a febbraio dovrà vedersela con la Juventus), visto che superarlo durante questa stagione sarebbe impossibile, poiché la Supercoppa di Germania è già stata persa in finale contro il Wolfsburg. Tuttavia, sempre secondo la stampa britannica l’allenatore catalano avrebbe già stilato la wishlist da presentare allo sceicco Mansour, il quale avrebbe già espresso il suo diktat di trasformare il Manchester City nel club più forte eimportante alivello planetario.

In questa lista compilata da Guardiola figurerebbero fior di supercampioni del calibro di Lionel Messi e Gerard Piqué del Barcellona, David Alaba del Bayern Monaco e Paul Pogba della Juventus. Quattro fenomeni del calcio mondiale per i quali solo di cartellini lo sceicco plurimilionario dovrebbe sborsare una cifra non troppo lontana dal mezzo miliardo di euro. Senza contare gli ingaggi.

Una prospettiva che, detta così, apparirebbe più chimerica che possibile poiché Messi ha già espresso a sufficienza la volontà di rimanere a Barcellona e il club pur di trattenerlo sarebbe disponibile a fare qualsiasi follia. Anche sul fronte Pogba il club blaugrana appare tra i più quotati, sposando la volontà del talento francese di lasciare la Juventus solo per andare a giocare in uno dei club più prestigiosi al mondo, al fianco di campioni come Messi, Iniesta e Neymar. E tutto questo, ammesso e non concesso che Guardiola non si lasci tentare dalla concorrenza rappresentata da Abramovich per riportare allo splendore il suo Chelsea.