Grazie al 2-0 casalingo contro il West Ham nell’ultimo turno di Premier League, il Manchester City si è laureato campione d’Inghilterra per la quarta volta nella sua storia. Un titolo meno folle di quello di due anni fa, quando servirono due reti nel recupero di Dzeko e Aguero per battere il QPR e infliggere la più atroce delle beffe ai cugini dello United, ma anche in questo caso il brivido non è mancato. Infatti, il Liverpool di Suarez e Sturridge (52 reti in 2), dopo aver battuto per 3-2 i Citizens nello scontro diretto (in quello che sembrava il match decisivo per il titolo, che lungo il Mersey manca dagli anni Ottanta), si è incredibilmente suicidato nelle ultime tre giornate: prima facendosi battere in casa da un Chelsea imbottito di riserve, quindi facendosi rimontare da 3-0 a 3-3 in meno di 10′ dal Crystal Palace, in una sorta di contrappasso dantesco di quella celeberrima finale di Istanbul. E così a far festa è il City del formidabile Yaya Touré (20 reti, e dire che a Barcellona faceva anche il difensore), di Dzeko dai gol pesanti, del Kun Aguero e, soprattutto, di quel gran signore dell’ingegnere Pellegrini.

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