Vincere per 2-0 a Malta, squadra che nella sua storia ha vinto una sola partita su 83 nelle qualificazioni per i Mondiali, è tutt’altro che impresa memorabile, specialmente se consideriamo che ai simpatici eredi degli Ospitalieri sono state concesse almeno due clamorose occasioni per rompere un digiuno che perdura dal 2005 e da 1000 minuti abbondanti. Detto questo, l’Italia di Prandelli esce comunque più che bene dall’happening di inizio primavera, per almeno tre motivi differenti.

Il primo e più prosaico riguarda la classifica del gruppo B: gli azzurri sono primi con tre punti di vantaggio sulla Bulgaria e con una partita in meno, mentre gli avversari teoricamente più pericolosi, ovvero Repubblica Ceca e Danimarca, giacciono rispettivamente a cinque e sette punti di distanza. Una vittoria in Cechia, il prossimo 7 giugno, blinderebbe in modo quasi inespugnabile il pass per il Brasile.

Il secondo motivo è rappresentato da Mario Balotelli (foto by InfoPhoto). Un gol fantastico al Brasile, nell’amichevole ginevrina, e doppietta decisiva a Malta (solito penalty glaciale e splendido interno destro su altrettanto splendido assist di De Sciglio): dall’Europeo in avanti ha messo a segno sette reti in undici presenze, una media realizzativa che in maglia azzurra non si vedeva dai tempi del miglior Christian Vieri. Ha stravinto il confronto a distanza con Neymar e, in generale, sta per entrare come nuova stella nella lunga volata che porterà ai Mondiali.

Infine, ci sono i fratelli elettivi di Balotelli. La new wave giovanilistica e meritocratica che ha investito, più per necessità che per virtù, il nostro calcio, sta avendo effetti trascinanti anche nella nazionale sapientemente gestita da Prandelli. Contro Malta, entrambe le reti sono state generate dalle iniziative di El Shaarawy prima e De Sciglio poi, due ’92 che dopo la maglia del Milan rischiano seriamente di aver già prenotato quella azzurra. E attenzione, perché dall’Under 21 di Devis Mangia potrebbero arrivare altre forze fresche: non solo Verratti, Santon e Destro, che già fanno parte del gruppo di Prandelli, ma anche i vari Florenzi, Bertolacci, Insigne, Saponara, Sansone e Zaza. La semina è stata eccellente, il raccolto promette bene.