Sulla falsariga di Giro e Tour, la maglia rossa Vuelta individua il capoclassifica della generale. Il colore era tuttavia diverso in passato, soggetto a continui mutamenti.

AVVIO TORMENTATO

Primo vincitore della corsa, istituita dal quotidiano Informaciones nel 1935, il corridore belga Gustaaf Deloor, che conquista la casacca arancio. Durante il triennio 1937-1940 la manifestazione salta a causa della guerra civile. Quando riprende, la maglia, inizialmente bianca, ridiventa arancione. La Seconda Guerra Mondiale costringe a un ulteriore stop. Ripresa fissata per il 1945, il rosso scuro identifica il leader, ma basta un anno ed ecco che viene impiegato il bianco con striscia rossa.

I RECORD

Bisogna attendere il 1955 affinché l’appuntamento assuma ricorrenza regolare. Trionfatore il francese Jean Dotto, che veste di giallo. Lo succede nell’albo d’oro l’italiano Angelo Conterno, abile ad imporsi sul beniamino locale Jesús Loroño, che si rifà nel 1957. Tanti i nomi che riescono a lasciare il segno, ma Jacques Anquetil taglia un traguardo storico: grazie al successo del 1963 è il primo ciclista a vincere le tre grandi corse a tappe, risultato eguagliato dal “Cannibale” Eddy Mercx dieci anni più avanti.

BRILLA L’ITALIA

Tornati alla tinta arancione. Il ’78 propone la doppietta Tour-Vuelta di Bernard Hinault, un altro fuoriclasse indimenticabile. Gli Anni Ottanta, oltre all’imposizione di Éric Caritoux a culmine di un avvincente testa a testa assieme ad Alberto Fernández, vedono festeggiare il colombiano Luis Herrera, il primo campione non europeo. Altro mito delle due ruote Tony Rominger, che detta legge dal 1992 al 1994. Dal 1999 la divisa del primo in graduatoria è di color oro, che lascia spazio a quella rossa nel 2010, indossata da Vincenzo Nibali, quinto portacolori azzurro a trionfare dopo Angelo Conterno, Felice Gimondi, Giovanni Battaglin e Marco Giovannetti. Campione in carica Fabio Aru, bravo a superare Joaquim Rodriguez e Rafal Majka.