Continua il percorso di avvicinamento verso il Giro d’Italia. Oltre alla spettacolare battaglia per la leadership generale, parecchi altri sono i premi messi in palio, inclusa la maglia rossa.

Festeggiati 50 anni

Attribuita la vittoria finale ai punti nelle prime due edizioni (1909, 1910), la classifica accessoria entra in vigore dal 1966 anche se la casacca rappresentativa giunge due anni dopo. Primo a imporsi Gianni Motta, abile ad aggiudicarsi pure la rosa, una doppietta conseguita raramente. A goderne l’onore il “Cannibale” Eddy Mercx (1968, 1973), seguito da Giuseppe Saronni (1979, 1983), Gianni Bugno (1990), Tony Rominger (1995, primo anche per la intergiro), Gilberto Simoni (2003), Danilo Di Luca (2007), Denis Men’šov (2009) e Michele Scarponi (2011).

I capoclasse

Spettacolare il botta e risposta a cui hanno dato vita Francesco Moser e Giuseppe Saronni fra gli anni Settanta e Ottanta. Ancora loro il massimo numero di trionfi, quattro, malgrado siano tallonati da esponenti di assoluto richiamo. Fermi a tre il belga Roger De Vlaeminck, l’olandese Johan van der Velde e il “Re Leone” Mario Cipollini. Il riconoscimento va al termine di ogni tappa, come sopra spiegato, a chi accumula il punteggio maggiore, considerati, oltre al traguardo finale, quelli volanti, passaggi intermedi posti lungo il percorso di gara che portano abbuoni ai primi arrivati. Un elemento in grado di rivitalizzare la competizione e valevole in passato, dal 1989 al 2005, la intergiro.

Le ultime novità

Campione in carica Giacomo Nizzolo, le caratteristiche cromatiche pronte a rendere unica la maglia 2016 (sponsorizzata Algida) comprendono la scritta Giro d’Italia e il claim Fight for Pink inserite attorno al colletto, mentre #Giro, niente altro che l’hashtag ufficiale sui social media, figura presso la manica destra. Simbolo ulteriore il tulipano, collocato sul fianco per omaggiare l’Olanda, là dov’è previsto l’inizio il prossimo 6 maggio.