Prossimo a festeggiare la sua 99esima edizione il Giro d’Italia, nel quale il coronamento degli sforzi sarà rappresentato nuovamente dalla maglia rosa.

Le origini

Calcolata la classifica dall’edizione 1914 in base ai tempi sul traguardo, nel 1931 il patron Armando Cougnet introduce la casacca per consentire agli spettatori di distinguere fra i vari corridori il leader in graduatoria, secondo lo stesso colore de “La Gazzetta dello Sport”, quotidiano che organizza storicamente la corsa. Primo a indossarla “la locomotiva umana” Learco Guerra, futuro campione del mondo, anche se il numero 1, conclusa l’ultima tappa, è Francesco Camusso.

I grandissimi

Poco dopo arriva l’era di Gino Bartali (3 successi), ma soprattutto Fausto Coppi, che ancora oggi vanta il record come titoli conquistati assieme ad Eddy Merckx. Cinque vittorie ciascuno, solo Alfredo Binda eguaglia le loro soddisfazioni, quattro delle quali arrivate prima però che il simbolico riconoscimento venisse messo in palio. Arrivati a tre imposizioni Fiorenzo Magni, Felice Gimondi e il più recente Bernard Hinault, dominante lungo gli anni Ottanta. Nel decennio successivo spicca la doppietta di Ivan Gotti, anche se il 1998 resta l’annata che ha destato maggiori emozioni, aggiudicata dall’indimenticato Marco Pantani.

Il nuovo millennio

Transitati fra nomi autorevoli come Gilberto Simoni, Paolo Savoldelli e Ivan Basso, il recente quadriennio ha evidenziato sostanzialmente monopolio straniero. Escluso Vincenzo Nibali, a spartirsi il bottino Ryder Hesjedal, Nairo Quintana e Alberto Contador, campione uscente. Autentici cimeli raccolti prevalentemente presso il Museo del Ghisallo che ne ha finora raccolti oltre una cinquantina.

Look rinnovato

Le caratteristiche cromatiche del 2016 prevedono sul colletto la scritta Giro d’Italia e il claim Fight for Pink mentre sulla manica destra è visibile #Giro, l’hashtag ufficiale della Corsa Rosa sui social media. Peculiarità il Trofeo senza Fine stilizzato su un Fianco. Nominato sponsor ufficiale la Enel.