Riecco il Tour de France. Riuscirà Chris Froome a confermarsi maglia gialla? Una domanda che fan e addetti ai lavori si pongono, ammaliati dalla storica corsa.

PROVENIENZA IGNOTA

Nella prima edizione, datata 1903, il vincitore viene definito in base ai tempi di percorrenza di ogni tappa. Il sistema a punti lo sostituisce l’anno dopo e rimane in vigore fino al 1912, quando torna la graduatoria a tempi. Primo ciclista a indossare la maglia di leader Eugène Christophe, che, il 19 luglio 1919, la riceve alla partenza della Grenoble-Ginevra. Il giallo dipende dal colore de “L’Auto-Vélo”, giornale fondato all’inizio del ‘900. Tuttora confuse le origini, con l’idea attribuita da alcuni a giornalisti e da altri agli organizzatori Henri Desgrange ed Alphonse Baugé.

L’EVOLUZIONE

Diversi i leader ex aequo. Problema risolto dando la prestigiosa casacca al corridore meglio piazzato negli arrivi di tappa. Introdotta una breve cronometro all’inizio della competizione, quando corre il 1967, alla parità di tempi i ciclisti finiscono classificati considerando i centesimi di secondo fatti registrare all’arrivo di tale prologo. Le edizioni dell’epoca moderna prevedono inoltre che sia tenuto conto di bonus e penalità. Il detentore del miglior tempo globale indossa la maglia gialla e chi la riceve al termine dell’ultima tappa è il vincitore del Tour de France. Per il 2016 Le Coq Sportif omaggia i modelli passati con una zip di chiusura frontale. Confermate le cuciture intorno al collo, richiamanti la sagoma di un colletto a polo in stile Anni 60, e ben visibile una fettuccia con il tricolore francese sulla parte posteriore. Tolta invece la grafica tono su tono frontale.

I RIFIUTI

Momenti controversi non sono mancati in passato. Pensiamo alle occasioni in cui il leader ha deciso di non indossare alcuna maglia gialla. Ricordiamo lo svizzero Ferdi Kübler quando, nel 1950, preferisce partire con la divisa della sua nazionale dopo che Fiorenzo Magni abbandona la corsa con tutta la squadra italiana per protestare alle minacce subite dagli spettatori. Due celebri rifiuti sono di Eddy Mercx (1971) e Joop Zoetemelk (1980), in seguito alle rovinose cadute dei precedenti capoclassifica. Un episodio accaduto l’anno scorso con Froome, in segno di rispetto della maglia gialla persa il giorno prima da Tony Martin per una frattura alla clavicola.