Mancano meno di due mesi al via per il Giro d’Italia 2016, giunto alla 99esima edizione, ma che non invecchia mai grazie al prezioso “contributo” della classifica giovani.

Tinte amarcordo

Nata nel 1976, la maglia bianca darà ancora la possibilità di scoprire quali saranno i migliori talenti del domani. Come indicato espressamente dal regolamento il riconoscimento viene infatti tributato al numero 1 fra i corridori che non hanno ancora compiuto il venticinquesimo anno di età il 1º gennaio dell’anno in corso. Il primo a riceverla Alfio Vandi per il team Magniflex-Torpado. A seguire una lunga dinastia comprendente alcuni campionissimi, a cominciare da Roberto Visentini (1978), futura maglia rosa. Gli anni Ottanta registrano il primo successo straniero, firmato dal prospetto svedese Tommy Prim.

Prima tappa verso la gloria

Altro nome che i fan ricorderanno bene quello di Franco Chioccoli (1983), vincitore assoluto nell’edizione 1991. Lo stesso destino vede protagonisti i russi Pavel Tonkov e Evgenij Berzin, quest’ultimo abile a fare l’en-plein assieme alla generale quando corre il 1994. Dall’anno seguente non viene più assegnata fino al 2007, appuntamento che si conclude sotto il segno del lussumberghese Andy Schleck.

La prodigiosa dinastia colombiana

Passati al 2012 inseriscono uno dietro l’altro il proprio nome nell’albo d’oro i colombiani Rigoberto Urán, Carlos Alberto Betancur e Nairo Quintana che si porta a casa pure il Giro stesso. L’ultimo nome quello di un italiano, Fabio Aru, primo ciclista sardo a indossare la maglia rosa, anche se poi dovrà alzare bandiera bianca nei confronti dell’imprendibile Alberto Contador.

Tratti distintivi della casacca 2016

Sempre a proposito della maglia bianca, intitolata su decisione de “La Gazzetta dello Sport” al mitico direttore Candido Cannavò, il nuovo look prevederà sul fianco un tulipano, omaggio all’Olanda, dove il prossimo venerdì 6 maggio avrà luogo la Grande Partenza. A sponsorizzarla Eurospin.