Ogni successo sportivo nasconde innumerevoli sacrifici, frutto di quella determinazione che non ti fa mollare mai. Combattutissima come tradizione impone la classifica scalatori del Giro d’Italia, in partenza venerdì 6 maggio.

Una parata di stelle

La graduatoria deriva dalla somma dello score dato ai ciclisti che transitano per primi sui Gran Premi della Montagna, traguardi da cui attinge lo stesso nome ufficiale. Introdotta nel 1933, solo dal 1974 viene messa in palio la maglia verde. Lo scorso 2012 ecco impiegato il colore azzurro su decisione di Banca Mediolanum, sponsor ufficiale orgoglioso della partnership rinnovata. “Questo evento – precisa il comunicato ufficiale – rappresenta un’ottima occasione per creare momenti di incontro, in compagnia dei nostri testimonial: Francesco Moser (con noi dal 2003), Gianni Motta (dal 2004), Maurizio Fondriest (dal 2004) e Paolo Bettini (dal 2012)”.

Come avviene la gara

Le tappe intermedie, poste al termine di salite impegnative, vengono ripartite in quattro categorie a secondo della difficoltà, con differenti punteggi assegnati. Svetta su tutte in quanto a valore attribuito la ribattezzata “Cima Coppi, il passo di più alta quota raggiunto.

Accettata solo la vera elide

A laurearsi primo campione Alfredo Binda, leader anche nella generale. La doppietta si rivela tuttavia esclusiva di pochi prediletti. Tre volte centra l’impresa Gino Bartali (1936, 1937, 1946), inframmezzata dal successo siglato Giovanni Valetti (1938). Dopo Fausto Coppi (1949) l’onore tocca agli stranieri Hugo Koblet (1950) e Charly Gaul (1956, 1959). Il 1968 viene letteralmente dominato dal “Cannibale” Eddy Mercx, pure maglia ciclamino. Chiudono la ristretta cerchia di grandissimi l’americano Andrew Hampsten (1988) e Marco Pantani (1998), al quale viene dedicata la scalata più rappresentativa del Giro. Vinta nella scorsa edizione da Giovanni Visconti, sono aperte le scommesse su chi strapperà la casacca, stavolta abbellita al fianco dal tulipano, tipico simbolo dell’Olanda, dove inizierà la sfida.