È uscita alle ore  20.40 circa, dopo nove ore di camera di consiglio, la sentenza di appello relativa al processo su calciopoli che vedeva come imputato principale l’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi.

Il pubblico ministero aveva chiesto per l’ex dirigente bianconero la condanna a tre anni e un mese. I difensori hanno chiesto la piena assoluzione. I giudici della sesta sezione della  Corte d’Appello di Napoli hanno deciso quanto segue: condanna a 2 anni e 4 mesi per associazione a delinquere. In questo modo si chiude una dolorosa e triste pagina del calcio italiano che ha provocato terremoti incredibili all’interno del nostro pallone. Basti pensare alla prima, storica retrocessione in serie B della Juventus che ha dovuto smantellare società e squadra: oltre alla famosa ‘Triade’ (Moggi, Bettega e Giraudo) hanno lasciato la Vecchia Signora, tra gli altri, Fabio Cannavaro, Zambrotta, Emerson, Vieira, Ibrahimovic e l’allenatore Fabio Capello, veri e propri artefici della storia juventina degli anni incriminati. Ai bianconeri sono stati tolti due scudetti, uno di questi è stato assegnato all’Inter. Un vero e proprio scompenso di tutto il sistema calcio italiano. Le polemiche sono poi proseguite negli anni a venire senza esclusione di colpi. Si chiude così il merito della vicenda. Il processo, afferma il difensore di Luciano Moggi, proseguirà: ‘cerchiamo di vincere la guerra in Cassazione‘.