Un attaccante con il gol nel sangue e la valigia in mano. Nella carriera di Cristiano Lucarelli c’è stato un pò di tutto, dodici squadre diverse, le scelte di cuore e quelle di portofoglio, ma soprattutto reti, a grappoli, in tre Paesi diversi. L’anno scorso l’addio al calcio, dopo la parentesi con il Napoli, e l’inizio di una “nuova era calcistica” da allenatore, alla guida degli Allievi Nazionali del Parma: “Ho intrapreso l’avventura in panchina e iniziare con i giovani mi sembrava la scelta più giusta - confessa in esclusiva a Leonardo.it - ho seguito il consiglio di chi mi ha allenato, le giovanili sono una tappa fondamentale di un processo di crescita di un tecnico. C’è la possibilità anche di fare degli errori, senza lo spauracchio dell’esonero. Ai ragazzi di 17 anni sono legate tutte le problematiche dell’età, come lo studio, i ritardi all’allenamento, ma avere a che fare con loro è stimolante e motivo d’orgoglio”.

C’è ancora un fase finale del campionato da giocare, ma la stagione del Parma merita già un voto alto in pagella: “Le somme si tirano alla fine. Certo, non posso nascondere che arriviamo da un’annata ricca di soddisfazioni, ho cercato di ottenere i risultati con il bel gioco e i ragazzi sono stati straordinari. Abbiamo chiuso il girone davanti a tutti, adesso vogliamo essere protagonisti anche nella final eight, sarebbe bello vincere un titolo così importante nel centenario del Parma“.  Ci sarà bomber Cerri, capitano dell’Italia Under 17, che ha già esordito in serie A: “E’ un ragazzo di grande qualità, di prospettiva, ma non è l’unico. Ho altri ragazzi di valore, come per esempio Mauri. Nella fase finale incontreremo squadre con “tanti Cerri”, abituate a investire molto nel settore giovanile“.

L’ottima prova alla guida degli Allievi ha fatto di Lucarelli un candidato a sostituire Donadoni, in caso di offerta di Milan o Roma: “Siamo in un’epoca nella quale anche ai giovani allenatori viene data l’opportunità di guidare club importanti, ma se devo essere sincero adesso ho altro a cui pensare. So della stima della società, ho iniziato bene la mia carriera da allenatore, ora sono concentrato sulla fase finale del campionato e non penso ad altro“.

Un modello di Lucarelli è Mazzarri, suo maestro a Livorno e Napoli quando era giocatore: “E’ il migliore allenatore italiano, l’Inter ha fatto un grande colpo con il suo ingaggio. E’ una persona che cura ogni dettaglio, che dà un’identità precisa alle sue squadre. E’ in grado di cementificare il gruppo, di dargli un’armonia, sono certo che Moratti abbia fatto una scelta vincente“. Anche Mazzarri dovrà scacciare il fantasma di Mourinho: “E’ sbagliato fare dei paragoni. Mourinho è Mourinho, Mazzarri è Mazzarri. Non si può dimenticare quello che ha fatto lo Special One e non sarebbe giusto. I tifosi dell’Inter però devono guardare avanti, con Mazzarri si toglieranno molte soddisfazioni“.