«Sono un po’ emozionato, è stata una decisione difficile e sofferta ma sono arrivato alla fine con il calcio giocato. È qualche settimana che ci penso, non sono state settimane facili. Al Bentegodi, contro la Juve, sarà la mia ultima partita»

Con queste parole Luca Toni, 39 anni ed ex campione del mondo con la nazionale italiana nel 2006, dà ufficialmente l’addio al calcio giocato. C’è ovviamente molta tristezza in questo annuncio, soprattutto perché giunge al termine di una stagione davvero travagliata per il bomber di Pavullo nel Frignano: l’infortunio, le incomprensioni con Delneri, la retrocessione in serie B con il Verona.

«Quando le cose vanno molto bene è impossibile lasciare, purtroppo questo è stato l’anno peggiore della mia carriera anche a livello mentale. È impossibile fermarsi quando a 38 anni diventi capocannoniere e dimostri di essere il miglior attaccante. L’unico modo era avere una grande delusione e quest’anno per me è stata una grande delusione».

Una carriera che si conclude con un po’ di amarezza, dunque, ma che è stata ricca di soddisfazioni per Toni. Un mondiale, tre trofei con il Bayern Monaco,  uno scudetto sfiorato con la Roma, l’esperienza alla Juve, la Scarpa d’Oro con la Fiorentina… ripercorriamo insieme la carriera di questo straordinario attaccante.

Luca Toni riesce a mettersi in mostra solo a 27 anni, quando giocava in Serie B con Il Palermo: a suon di gol (ne realizza addirittura 30 in 45 partite) riesce a trascinare i rosanero in Serie A, diventando il giocatore più prolifico del club in una singola stagione. Nel 2005/06 passa alla Fiorentina, stagione in cui segnerà addirittura 31 gol, vincendo la classifica dei cannonieri della Serie A e aggiudicandosi persino la Scarpa d’Oro, primo italiano nella storia a vincerla.

Nell’estate del 2006, il sogno che diventa realtà: viene convocato da Marcello Lippi per disputare il Mondiale in Germania, si tratta della sua prima volta in una competizione internazionale. Segna una doppietta in Italia-Ucraina, quarti di finale e nella finalissima contro la Francia, solo il furiogioco gli nega la gioia di un gol di testa. Ma importa poco, perché il 9 luglio del 2006 si laurea comunque Campione del Mondo.

La Germania resta nel suo destino anche dopo il Mondiale: nel 2007 si trasferisce al Bayern Monaco e diventa immediatamente l’idolo dei tifosi bavaresi che gli dedicano persino una canzone diventata immediatamente tormentone anche in Italia. Col Bayern Monaco diventa capocannoniere nella stagione 2007/08 e vince Coppa di Lega, Coppa di Germania e campionato.

Il 31 dicembre 2009 passa in prestito alla Roma, all’epoca allenata da Claudio Ranieri. Complice un infortunio di Totti, diventa ben presto protagonista della seconda parte di stagione, che terminerà al secondo posto, alle spalle dell’Inter. «Mi sarebbe piaciuto vincere lo scudetto con la Roma», ha detto Toni in conferenza stampa. Per lui 15 presenze e 5 gol in maglia giallorossa.

Risolto consensualmente il contratto con i bavaresi, nella stagione 2010/11 Toni si accasa al Genoa, società in cui rimane solo fino al gennaio 2011 e con cui non riesce proprio a sbocciare l’amore. Segna solo 3 gol in campionato e nella sessione invernale di mercato viene ceduto alla Juventus. Con i bianconeri colleziona 14 presenze e soli 2 gol, mentre nella stagione successiva viene messo sostanzialmente ai margini della squadra. È suo però il primissimo gol bianconero allo Juventus Stadium, realizzato nell’amichevole contro il Notts County, che ha inaugurato ufficialmente l’impianto.

Nel Gennaio del 2012 prova la seconda esperienza estera, trasferendosi all’Al Nasr di Dubai, ma neanche lì avrà molta fortuna. Al termine della stagione torna in Italia, ad accoglierlo ci sarà nuovamente la Fiorentina, stavolta allenata da Vincenzo Montella, con cui inizierà una fase di rinascita.

Nel 2013 passa al Verona, la sua ultima squadra. Qui trova un nuovo vigore e con esso l’entusiasmo dei tempi migliori. Nella scorsa stagione, 2014/15, Toni a 37 anni torna capocannoniere della Serie A, in coabitazione con Icardi dell’Inter, realizzando 22 gol. Il resto è storia dei nostri giorni, purtroppo a Toni non è riuscita l’ultima impresa, quella di salvare il Verona.

Il futuro non è ancora deciso: «È stato già difficile prendere la decisione di smettere, ancora non so cosa farò. Non so se resterò a Verona, col presidente avevamo detto che a fine anno ci saremmo trovati, penso che parleremo la prossima settimana per fare una chiacchierata e per capire se si può lavorare insieme».

Una carriera costellata di alti e bassi, ma che ci ha fatto ammirare un grande campione che sicuramente mancherà al nostro campionato. In bocca al lupo per il futuro, Luca!