Due giorni dopo l’ufficializzazione di Luca Banchi come nuovo coach dell’Olimpia Milano, arriva anche la prima conferenza stampa del tecnico neocampione d’Italia con il Montepaschi Siena. L’uomo chiamato da Livio Proli a rilanciare il progetto-Olimpia – impresa paragonabile alla conquista del Polo Sud – ha mostrato la giusta emozione per un incarico affascinante quanto complesso, ma anche la determinazione che ha contraddistinto la sua carriera alla casa madre senese, e che certamente gli sarà preziosa per scalfire l’ovvia diffidenza di una tifoseria che non ama i trapianti dai rivali di sempre.

Livio Proli sulla stagione appena chiusa:

Quella passata è stata una stagione infelice, con eliminazioni precoci e insuccessi. Un brutto colpo, ma non ci ha spezzato. Abbiamo provato a leggere i nostri errori, abbiamo avuto l’umiltà di rivedere tutti insieme dove il progetto non ha funzionato. L’importante è imparare dai propri errori. Ripartiamo dalla certezza di avere una società solida, che non ha vinto nulla ma che si è rafforzata: abbiamo risorse economiche per inaugurare un nuovo progetto triennale, anche se l’organico verrà alleggerito

Sulla pressione di Milano:

La pressione di Milano non è un problema, anzi è una fortuna vivere e lavorare in una città in cui il basket scatena un grande interesse. L’astinenza di vittorie dal 1996 genera grandi aspettative, ma non ha generato disinteresse: gestire la pressione non sarà facile, ma sempre meglio che vivere in abbandono

Sui tifosi:

Siamo in debito con loro. I nostri risultati sono stati negativi, perfino sconcertanti, ma loro non ci hanno mai abbandonato, erano sempre almeno in 5mila. Dico loro di star tranquilli, giocheremo sempre a Milano: quest’anno al Forum, tranne in quelle rare occasioni dove ci sarà sovrapposizione con altri eventi e allora ripiegheremo su Desio. Dall’anno prossimo avremo il nostro Palalido, che sarà fondamentale per avere un ambiente più caldo e anche per dare ai nostri giocatori e al nostro staff una struttura ideale per gli allenamenti

Luca Banchi sulle sensazioni di essere a Milano:

Non posso nascondere di essere emozionato nel trovarmi qui, con tutte queste persone e tutto questo interesse, a testimonianza di cosa significhi essere il tecnico di una società così importante e ambiziosa. Per me sono momenti molto particolari, specialmente ripensando ai miei trascorsi e alla mia carriera: un anno fa era difficile pensare di trovarmi dove sono ora, 20esimo tecnico della storia di Milano, dopo aver vinto con Siena

Su come sarà la sua Milano:

Mi auguro di trasferire la pressione positiva della città sulla squadra, che dovrà essere combattiva e farsi amare dai tifosi. Il primo obiettivo sarà questo: dare ai tifosi la sensazione che, comunque vadano le cose, varrà sempre la pena di sostenere la squadra. Qui il supporto non manca mai, durante l’ultima gara 7 con Siena ho sempre percepito la spinta del pubblico. Dovremo conquistare i tifosi con la partecipazione e la dedizione. Non mi aspetto una stagione lineare, visti i tanti cambiamenti, ma mi aspetto che ci sia la possibilità di celebrare insieme grandi trionfi

Sul mercato:

Siamo ancora a livello embrionale, dobbiamo discutere dei molti giocatori sotto contratto. Vorrei avere un organico snello ma profondo, nel senso della versatilità dei giocatori più che del loro numero. Il sostituto di Hairston avrà integrità fisica e duttilità tecnica. Langford-Gentile hanno ampi margini di miglioramento

Sull’Eurolega:

So quanto sia importante, negli ultimi sei anni ho avuto l’opportunità di misurarmi ai massimi livelli con le migliori squadre del continente. È fondamentale per migliorarsi. Al sorteggio di domani partiremo in quinta fascia, mi aspetto un girone durissimo. Il primo obiettivo sono le Top 16

Sulla possibile freddezza dei tifosi:

Mi porto dietro un patrimonio inestimabile. A quei tifosi che potrebbero guardarmi con sospetto dico: non rinnego il mio passato perché mi ha reso quello che sono, forgiando il mio carattere e la mia identità di allenatore. E queste qualità sono quelle che mi hanno portato qui a Milano