Nella bufera che lo ha coinvolto in seguito alla pubblicazione da parte di Repubblica della registrazione telefonica avuta con il direttore generale dell’Ischia Isolaverde Pino Iodice lo scorso 28 gennaio, Claudio Lotito in sede di assemblea di Lega ha risposto difendendosi su più fronti, spiegando: “Vorrei un sistema trasparente, è impensabile non sapere chi siano gli acquirenti di un club. Fino a oggi nessuno sa quanti soldi prendere e quando. Lo streaming della Lega Pro produce zero. Io propongo di metterlo a pagamento, a poco, anche un euro a partita“.

Lotito ha poi continuato parlando di Carpi e Frosinone accusati nella telefonata di fare poco indotto: “Il sistema calcio, così com’è, sta per saltare, io voglio trasparenza: se il Parma oggi non paga le scadenze, lunedì salta. Questo è un sistema che non regge Carpi e Frosinone, a chi vendo i diritti con loro? Così facendo arriveranno in A certe squadre dai dilettanti. Lo dico pubblicamente: fra tre anni, come farà la Lega di A a vendere i diritti se ci sono squadre con al massimo 2 mila spettatori? Che ricavi arriverebbero? Il sistema incassa 100 e spende 150 – continua Lotito -. Se il sistema continua così, salta. Il sistema richiede una riduzione a 18 squadre per ciascun campionato

Il presidente della Lazio si è difeso anche dall’accusa di voler ricoprire cariche che non gli appartengono: “Iodice? Andate a vedere chi è… Porterà pure sfiga… Nocerina fallita, Pro Patria fallita, Taranto fallito… Io non ho fini personali, voglio fare pulizia. Ditemi, che vantaggi ho? Mia moglie mi dice: chi te lo fa fare, ti sputano pure addosso! La vita è un set di un film. Lo vogliamo cambiare? Altrimenti si arriva al capolinea e si spegne la macchina. A me delle cariche non interessa, non faccio favori. Ho cercato di aiutare tutti con consigli e suggerimenti. Il sistema è alla deriva. Ora di finirla con sta gente che non mette i soldi e non conosce la materia. Le società devono essere gestite in maniera corretta“.

Parole di chiarimento anche nei confronti di Beretta e Abodi definiti dal patron laziale “senza potere”: “Abodi può dire quel che vuole, ditegli se mi chiama per fare queste cose… Abodi è deluso perché non si possono coltivare relazioni con persone che hanno fini personali. Beretta? Non si è preoccupato. Beretta conta zero non perché lui conti zero, ma perché il programma lo decide l’insieme dei 20 presidenti di A. Non comando tutto io, nell’intercettazione dico che c’è una condivisione in maggioranza sul programma” sottolineando che il problema del calcio italiano è causato dall’assenza di risorse: “Il Coni ha tolto 25 milioni di risorse. C’era un accordo scritto di valorizzazione di settore giovanili: 9 milioni alla B, 10 alla Lega Pro e gli altri a pioggia. Macalli ci ha chiesto una mano: anticipiamo come cassa l’approvazione dei progetti della Fondazione. È una scelta politica per poter sostenere un momento di difficoltà. Voglio rimettere al centro i presidenti, chi mette i soldi“.

Intanto le parti in causa costituite da Pino Iodice e il Carpi hanno a loro volta risposto a Lotito. Il dg dell’ischia ha dichiarato: “Dopo che sono stati chiamati in causa enti di un certo rilievo a livello istituzionale spero che adesso qualcuno prenda provvedimenti a riguardo, se ciò non dovesse avvenire saremmo nella repubblica delle banane“. La società del Carpi ha invece rilasciato un comunicato sul sito ufficiale in cui si legge: “Inopportune, fuori luogo e offensive della dignità della società (riferito alle parole di Lotito, ndr), dei giocatori e della tifoseria. Noi, che piaccia o no, esistiamo. Dai dilettanti siamo arrivati in 5 stagioni in testa alla serie B, meritiamo rispetto“.