Nel corso dell’indagine-terremoto denominata “Dirty Soccer” sul Calcioscommesse che sta scuotendo dalle fondamenta il mondo del calcio con fermi, perquisizioni ed esponenti di società sportive indagati a vario titolo e coinvolti nei campionati di Lega Pro e Serie D, in un’intercettazione telefonica tra Vittorio Galigani, ex dirigente di molte società e ora editorialista di TuttoLegaPro.com, e il direttore sportivo dell’Aquila calcio Ercole Di Nicola (arrestato) è spuntato fuori immancabilmente il nome di Claudio Lotito come presunto proprietario delle società Brescia e Bari (coinvolte dopo il fallimento in cordate poco chiare per l’acquisizione delle quote). “Dimmi una cosa – chiede Di Nicola al suo interlocutore – lui (ovvero Lotito, ndr) è proprietario di Lazio, Salernitana, Bari e Brescia?“. “Lui adesso – risponde Galigani mettendo in mezzo anche l’ad del Milan Gallianicon Infront insieme a Galliani, che è un par… Galliani, hanno preso anche il Brescia. Infront è Galliani. Infront è Galliani!“. “Quindi – conclude Di Nicola – Lazio, Salernitana, Brescia e Bari!“. Dopodiché, nel corso della telefonata, i due coinvolgono anche il presidente della Figc Carlo Tavecchio e il presidente della Lega Pro Mario Macalli: “Macalli e Tavecchio sono due rincoglioniti…in mano a Lotito, che li ricatta“.

Il presidente della Lazio Lotito però non ci sta e in serata, sulle pagine del Corriere della Sera, intervistato da Fabrizio Roncone risponde per le rime premettendo di non conoscere Galigani e Di Nicola: “Ma io non li conosco! Mai visti né sentiti… Roba da matti!“. “Basta! Basta! Bastaaaaa! Che deve fare Lotito, eh? Deve sparire, puff! deve annientarsi, vaporizzare? Perché mi tirano sempre in mezzo a qualche schifezza, perché? [...] Però, oh, io sono proprio stufo… Cioè, no, dico: io Brescia non so manco ndo’ sta, capito? Dove sta Brescia? Boh. Ce so’ mai stato a Brescia? No, mai messo piede a Brescia. Ma poi, in una telefonata tra due sconosciuti, divento il presidente del Brescia! È pura follia, questa!“. E riguardo al Bari: “Si rende conto? Siccome il presidente del Bari mi chiama, io divento automaticamente pure il presidente del Bari! La verità è che il sottoscritto, Claudio Lotito, dà un fastidio tremendo. E lo sa perché?. Perché con Lotito il risultato è ga-ran-ti-to! Schiattano d’invidia quando vedono quello che ho fatto con la Lazio e la Salernitana, due veri capolavori… E non riescono a capacitarsi che tutti gli incarichi che ho nelle istituzioni del calcio italiano non li ho estorti… ma sono stato eletto democraticamente.

Poi Lotito prosegue smarcandosi dalle accuse di ricatto a Tavecchio e Macalli: “No no, guardi: è stato gentile a telefonarmi, però lei adesso sa che fa? Lei li chiama e glielo chiede: vi ricatta Lotito? È vero che vi ricatta? Ecco, aspetti, le do io i numeri di telefono… Anzi, no, meglio: li chiamo direttamente io…”. Dopodiché, al telefono con Macalli: “Mariuccio! Nun te mette a ride… allora, ho sull’altro telefono uno del Corriere… e sai che dice? Dice che due sconosciuti, intercettati, sostengono che io ti ricatto! Capito? Io ti ricatto! Ricatto te e pure Carletto!… E anzi, no, aspè: per quei due sarei anche proprietario di mezza serie A!… Mhmm… Ah, l’hanno arrestato uno dei due? Lo vedi, c’è una giustizia divina… Sì sì… e certo, tutta l’inchiesta… è chiaro… L’Aquila ci ha sempre votato contro, erano quelli contrari alle nostre riforme, quelli che ci facevano la guerra… Comunque, oh, ma ti pare? Ma come fanno a dire una cosa così grave? È gentaglia che ha inquinato questo mondo… Che dice Malagò? Mhmm… Lo so, lo so… So tutto. Vabbè, insomma: io ricatterei te e Carletto… Te senti ricattato, Mariù? Mamma mia che ambiente… Hai ragione, bisogna derattizzare…. vabbè, Mariù, fatti salutare adesso, ché devo lavorare…

E infine il numero uno di Lazio e Salernitana concluse chiosando su Tavecchio: “Ma lo sa perché non volevano Tavecchio? La verità è che una certa parte del mondo del calcio aveva paura di Tavecchio per ragioni politiche: infatti Tavecchio, in sei mesi, ha fatto riforme epocali. Siamo arrivati e abbiamo scardinato un sistema. Facendo funzionare onestà e buon senso. Lo sa che, in questo calcio, spaventa anche il buon senso? [...] Quando dissi quelle cose su Carpi e Frosinone, per cui poi sono stato perseguitato, le dissi con spirito costruttivo, facendo un ragionamento anche di natura economica, perché la fabbrica calcio non va avanti per grazia ricevuta, ma con gli stadi a norma, con i diritti tv, con i bilanci sani… Bisogna scartavetrare via tutto il marcio…